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Ripresa vincolata al PNRR: sguardo al made in Italy

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Serpillo, presidente UCI: Nessuna prospettiva economica senza sostenibilità ambientale. «La sfida delle sfide è una strategia per il Made in Italy agroalimentare che sia ecosostenibile.

Oggi la prospettiva economica va intesa nell’ottica di un’economia circolare, di una produzione che tuteli la biodiversità, riduca le emissioni di CO2 e dosi l’impiego di energia e di acqua». Questo il monito lanciato da Mario Serpillo, presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani e vicepresidente della Confederazione AEPI, con delega all’internazionalizzazione, nel corso del convegno “Rivoluzione Italia, digitale e transizione ecologica” organizzato a Roma, nella sede di UCI.

A confronto, importanti personalità in ambito politico, ambientale ed economico. «La ripresa del Paese è strettamente legata ai fondi del Pnrr e in questo momento occorre una visione d’insieme che, davvero, abbracci l’intero Mediterraneo». Poi il messaggio alla politica, nella consapevolezza che Next generation Eu e Green Deal possano rappresentare un impulso per il comparto. «Abbiamo dato vita a distretti rurali di cibo e pesca (soprattutto al sud) e vorremmo farlo anche al nord (nella filiera del latte soprattutto). Non vogliamo più basarci solo su vino e olio, attendiamo la finanziaria e pensiamo che i fondi per il sud debbano accorciare la distanza con i grandi mercati europei». Concorde l’on. Flati, del M5S: rispetto dell’Ambiente, sostenibilità, innovazione, solidarietà: sono concetti che sempre più caratterizzeranno il nostro futuro. Ecco perché dobbiamo perseguire con determinazione la Transizione ecologica, cogliendo al massimo anche le preziose opportunità di sviluppo connesse con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Non da ultime, le giuste remunerazioni per i produttori, vere sentinelle del territorio, e la nuova realtà dell’agricoltura 4.0 che può rappresentare una risorsa con le sue tecnologie, sino a poco tempo fa inimmaginabili. Nel corso del suo intervento, Serpillo ha rilanciato il tema della programmazione e dell’eccessiva burocrazia. «Esistono realtà, soprattutto al sud, che non riescono a spendere i fondi europei. Su questi temi desideriamo comprendere se esiste la possibilità di supportare obiettivi di efficientamento, dato che il Pnrr sembra decisamente l’ultimo treno che passa per mettere in piedi un vero e proprio sviluppo sostenibile».

Al confronto erano inoltre presenti: Francesco Boccia, responsabile Autonomie Territoriali ed Enti Locali del Partito Democratico; Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde; Francesca Flati, deputata del Movimento 5 Stelle; Vincenzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano e Arturo Scotto portavoce dell’Articolo 1.

Com. Stam

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