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Sabrina Figuccia: “prima il “sacco” di Palermo, adesso il “sacco” dell’Amat”

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“Sono passati gli anni, ma alcuni personaggi ancora resistono… e si vede. L’Amat, l’azienda di trasporto pubblico locale, negli ultimi anni è stata orientata chiaramente nella stessa direzione della cugina Amia, e ormai non è tanto lontana dal copiarla”.

A dichiararlo è Sabrina Figuccia, consigliere comunale di Palermo della Lega che prosegue: “Dal contratto di servizio-capestro che accolla all’Amat il costo di gestione del tram, che ha affossato i conti aziendali, passando all’erosione del capitale sociale aziendale, con la vicenda Tarsu/Tosap che fa ridere sia nel merito che nel metodo, fino ad arrivare adesso al paventato taglio del 10% del contratto di servizio.
Insomma, l’Amministrazione Orlando – continua Figuccia – ha usato negli anni l’Amat come un vero e proprio bancomat, ma ormai i soldi sono finiti. I dipendenti, pochi, manifestano sotto il Palazzo di città per un già programmato ritardo dei pagamenti degli stipendi. Pochi appunto, e questa è la misura di quanto le parti sociali presenti in azienda abbiano fallito.
I lavoratori non si sentono rappresentati da chi è rimasto immobile vedendosi passare sotto gli occhi, e a volte anche in maniera compiacente, la distruzione di quello che doveva essere il fiore all’occhiello di questa città.
Palermo ha bisogno di un rinnovamento profondo, ma gli attori adesso in campo sono assolutamente inadeguati, legati ancora alle dinamiche del manuale Cencelli che ha reso ostaggio l’azienda fino a ieri… beate e agognate promozioni”.

Com. Stam.

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