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Scandalo ad Architettura: laureati ma non architetti

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Finiti gli studi e festeggiata la laurea, alcuni allievi di Architettura Conservativa erano convinti che finiti gli studi potevano avere accesso all’albo professionale degli architetti di Palermo. Possibilità che secondo loro era stata riportata nella scheda formativa della Facoltà e dalla “Guida dello studente”. Arrivati davanti all’Ordine degli architetti che raggruppa in se architetti, paesaggisti e pianificatori, si sono visti rifiutare l’iscrizione all’Albo professionale perché considerati non architetti e non abilitati per il loro curriculum universitario a svolgere mansioni di progettazione e di direzione lavori come tutti gli altri architetti iscritti all’Ordine. Dopo il rifiuto, gli ex studenti si sono sentiti truffati da una proposta ingannevole inserita nella guida dello studente e hanno denunciato per truffa il dipartimento di Architettura. Gli ex universitari, hanno così deposto davanti al Tribunale di Palermo in un processo per truffa aggravata, che vede indagato il professore Franco Tomaselli, ex presidente del corso di laurea che avrebbe dovuto sfornare gli architetti conservatori. Gli universitari, assistiti dall’avvocato Michele Calantropo, hanno raccontato al giudice di avere scoperto tardi la truffa, cioè, al momento della richiesta all’Ordine di essere iscritti all’albo dei conservatori. Per l’accusa, la non veritiera indicazione contenuta nel regolamento didattico, trasposta e redatta anche nella guida dello studente della facoltà di architettura, ha indotto in errore svariati studenti. Il giudice Castiglia scrive che «Nel regolamento dell’università è stato indicato come obiettivo formativo del corso la formazione di soggetti potenzialmente responsabili della progettazione e della direzione dei lavori nel settore del restauro … Diversamente il corso non formava soggetti abilitati o abilitabili alla progettazione e alla direzione dei lavori».

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