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Serie A sedicesima giornata: Turno stellare! A Vicenza e a Verona finisce ai rigori, Ferrara all’over time. Trieste corsara ad Asiago

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Prima sconfitta stagionale per il Milano che però mantiene la vetta. Cittadella surclassa Piacenza mentre Asiago, falcidiato dalle assenze “last minute”, subisce il sacco interno da parte dell’Edera che ora punta al 5° posto

Storditi! Così ci siamo svegliati questa domenica mattina dopo una serata di eccessive emozioni. E’ davvero difficile trovare sonno dopo una serata nella quale abbiamo subito tanti, troppi, scossoni. Ora possiamo immaginare come si sentono i piloti quando vengono lanciati nello spazio, le vibrazioni, i sussulti ed infine la sensazione di stomaco in gola. Ieri sera anche noi siamo stati “sparati” su un razzo sul quale c’era scritto: Serie A. Alla vigilia lo avevamo annunciato, la giornata era di quelle stellari e c’erano tutti i presupposti per volare alto, ma mai ci saremmo aspettati così in alto. Ora, allacciate bene le cinture che andiamo a farci un bel giro.

Tre, due, uno. Decollo – L’assenza di ossigeno al Pala Ferrarin di Vicenza non è dovuta all’altitudine, bensì alle energie che gli atleti di casa e del Milano hanno riversato in pista. La gara non poteva essere “morbida”, non poteva essere scontata e le attese erano davvero tante. Uno scontro tra titani, le due migliori formazioni del panorama hockeistico nostrano. Quello al quale però abbiamo assistito ha mandato in debito di ossigeno anche noi. Ingaggio d’inizio ed è subito battaglia. Milano mette immediatamente il piede sull’acceleratore e in tre minuti piazza un uno-due con Fiala, servito da Loncar in power play, e subito dopo con lo stesso Loncar su invito di Frol. Un avvio tremendo per i Diavoli che commettono nuovamente fallo (Simsic) ma, stavolta in inferiorità, accorciano con sull’asse Delfino-Sigmund. Anche se non nel risultato, in pista c’è equilibrio e le due avversarie sanno che si pattina sul filo del rasoio. Ecco che ancora una volta giunge un episodio che smuove la sorti: i meneghini sono costretti a far accomodare Frol in panca puniti e Francon, su assist di Delfino, porta il match sul 2-2. I tifosi presenti sugli spalti non terminano di applaudire che Hodge in un lampo prima serve Fiala (2-3) e poi raccoglie da Banchero (2-4). Si va negli spogliatoi a rifiatare, per il secondo tempo servono gambe e mente lucida. Il Milano torna in pista e parte come un razzo, Fiala appoggia per capitan Banchero e la capolista schizza sul 2-5 freddando Olando subentrato a Frigo. E’ solamente l’inizio della seconda frazione di gioco, ma la gara sembra prendere una brutta piega per i padroni di casa. I Diavoli però stanno solo scaldando i motori e al comando si siede Delfino (tripletta e tre assist al termine della gara) che in rapida successione mette prima lo zampino per la rete di Pace e poi tutto da solo va a firmare le due reti che riportano ancora una volta tutto in parità. 5-5 e ingaggio. Passano cinque minuti, siamo a metà della ripresa e indovinate chi fa il passaggio decisivo per la rete di Francon che determina il sorpasso vicentino? Proprio lui, Delfino, l’uomo della serata. Milano è incredula, ha sprecato un vantaggio prezioso, ma trova abbastanza velocemente il pareggio con il duo Belcastro-Ederle e nonostante il tempo che resta a disposizione, il risultato non cambia. Si è costretti dunque all’over time, il timore del golden gol aleggia sulla pista, ma neppure i minuti aggiuntivi aiutano a decretare il vincitore. Quale miglior conclusione per questa serata spettacolare se non i rigori? Dopo la prima serie, nella quale solo Simsic e Fiala vanno a segno si prosegue ad oltranza, tanti errori, anche dell’asso ceco in forza al Milano e alla fine è Pace a mettere fine ad una serata da capogiro. Vicenza non riesce nell’aggancio ma “rosicchia” un punto che l’avvicina alla vetta. Proprio l’autore del gol vittoria Fabrizio Pace fa arrivare le sue dichiarazioni al temine dell’incontro: << Non parlerei di rivincita perché è ancora lungo il campionato, però è andata bene. Potevano vincere loro come noi, ma è andata bene così. Dovremo rivedere la partita perché credo che entrambe abbiamo preso un po’ troppi gol, sicuramente uno spettacolo per il pubblico, però da rivedere. Adesso puntiamo alle prossime partite per cercare di prenderci il primo posto perché non è ancora detta l’ultima parola >>. Comprensibile dispiacere invece nelle parole del presidente rossoblu Ricky Tessari (anche allenatore di serata vista l’assenza di Sommadossi): << C’è un pizzico di rammarico perché fino al 5-2 la partita era stata sotto controllo: in quel momento non siamo stati bravi a gestire il possesso, ci siamo fatti schiacciare subendo il loro ritorno. A parte quella fase di disordine penso che abbiamo disputato una buona partita. Ci può stare di perdere ai rigori su questa pista, dove i ribaltamenti di gioco e risultato sono favoriti dalle dimensioni. E soprattutto contro un avversario competitivo come Vicenza >>.

Se lo scontro diretto in alta quota è stato caratterizzato da una pioggia di reti, lo stesso è accaduto in quello in fondo alla classifica tra Cittadella e Lepis Piacenza, però con un dettaglio che ha fatto la differenza ai fini gara: quasi la totalità delle reti sono state messe a segno da una squadra. Questo appuntamento era di certo atteso da entrambe, un’occasione importante e decisiva per fare punti. A farsi trovare maggiormente pronti sono stati i granata, finalmente con la possibilità di schierare i nuovi arrivati, che sono risultati essere più incisivi e cinici. Ad aprire le marcature ci pensa Sambugaro dopo appena due minuti e poco dopo è lui stesso ad appoggiare per il raddoppio di Tiatto. Immediatamente dopo il Piacenza commette fallo che apre le porte al primo gol in Italia di Coetzee. Un 3-0 che complica la serata a Fusco e compagni già privi di Cusin e con solo sette uomini di movimento. Quando però mancano sei giri di orologio al riposo è Pagani ad accorciare le distanze, una piccola gioia che viene stemperata di Rottcher (anche per lui primo sigillo nel nostro campionato) e Grigoletto, rispettivamente su assist di Torni e Sambugaro. Negli spogliatoi umore e progetti per il secondo tempo saranno stati differenti e se per il Cittadella si tratta solo di amministrare con attenzione i secondi venti minuti, per Piacenza la questione si fa più complessa. Al rientro è Sambugaro (doppietta e cinque assist al temine della gara) a dare il via alla serie di reti a firma di Coetzee e Tombolan entrambe grazie al contributo di Rottcher (ben quattro assist). Siamo 8-1 e ormai la gara ha preso una piega che difficilmente la formazione emiliana riuscirà a sistemare. I padroni di casa, dopo diverse delusioni, capiscono che è la serata giusta per prendersi qualche soddisfazione e sembrano un fiume in piena che, con le reti di Tiatto (dopietta), Vaglieri e Torni che si alternano tra altre due di Coetzee (poker di reti) e Tombolan (doppietta), travolgono gli avversari. Una stagione che non vuole sapere di decollare per i lupi di Piacenza, mentre per coach Marobin e i suoi atleti arriva una vittoria che regala punti e sorriso quando manca davvero poco all’inizio della seconda fase. Le dichiarazioni post gara giungo dallo spogliatoio granata dall’esordiente Christiaan Coetzee<< È stata una partita molto divertente, sia per me che per Amandus (Rottcher n.d.r). Tra gol e assist abbiamo fatto gli stessi punti. Ci piace giocare con il Cittadella, c’è un’atmosfera positiva dove tutti si incoraggiano tra loro. Siamo molto carichi e non vediamo l’ora di fare la prossima partita >>.

Era la lotta per il quarto posto, nessun alibi, vincere era l’unica cosa da fare per Ferrara e Ghosts Padova. Le due fino a ieri erano a pari punti, una posizione in classifica che nonostante il momento non proprio roseo premiava più i ragazzi di coach Cantele che gli estensi i quali speravano di trovarsi in questa fase di campionato con qualche punto in più. Una gara dunque che dava ad entrambe la possibilità di riscatto: occasione infatti colta al volo perché in pista non c’è stata esclusione di colpi e nessuno si è tirato indietro scontrandosi a viso a aperto senza remore. Per vedere il primo nome apparire sul tabellino dei marcatori bisogno attendere sette minuti quando arriva il gol in “lacrosse” di Gaboriau al quale fa eco quello di Duchemin su suggerimento di Ballarin. Un doppio vantaggio confezionato nell’arco di due minuti che dà fiducia ai padroni di casa i quali però non approfittano di una superiorità numerica. Il primo tempo scorre veloce e si va al riposo: Padova avrà il compito di studiare il “piano d’attacco” per il secondo tempo. Idee che vengono messe immediatamente a frutto da Zanette e Lorenzo Campulla, che, complice un Peruzzi non particolarmente “brillante”, riportano sorprendentemente i fantasmi in gara quando c’è ancora da giocare tutto un tempo. Le azioni si susseguono e animano la pista ferrarese e nessuna delle due squadre sembra voler cedere un centimetro all’altra, neppure gli estremi difensori danno l’impressione di voler concedere altre reti. Un paio di penalità, una ciascuna, potrebbero aprire qualche speranza ma nulla di fatto e si scivola verso la fine dell’incontro. Si va all’over time con Ferrara in powerplay per il fallo di Lorenzo Campulla quasi allo scadere. I punti in palio saranno spartititi e solo una ricoprirà il quarto posto in solitaria; ci pensa Alessio Crivellari, è lui infatti, a raccogliere il passaggio di Gaboriau e far festeggiare i suoi. Padova dopo aver ripreso una gara difficilissima torna a casa con una sconfitta, ma anche con un punto prezioso come dichiara DanieleCarron<< Visto il brutto periodo da cui arriviamo, i punti conquistati nelle ultime due partite pesano molto sia per la classifica che per il morale, anche considerando le numerose assenze. Siamo stati bravi a rimanere concentrati e recuperare un incontro che aveva preso una brutta piega >>. Per Ferrara invece, scampata la paura, a parlare è Sebastien Duchemin che ammette: <<Buona partita per la nostra squadra, è una vittoria importante. Credo però che possiamo fare meglio e che dovremmo vincere queste gare senza dover arrivare all’over time >>.   

Turbolenze e vuoti d’aria fanno mancare il respiro anche ai presenti al Pala Avesani accorsi in occasione di Cus Verona – Monleale. Due squadre che hanno ancora molto da dire in questo campionato e che ieri sera hanno dimostrato di non voler cedere mai. Entrambe chiamate a dare un segno, poiché servono loro punti e risultati, va da sè che lo spettacolo è garantito e crediamo che sugli spalti non si siano annoiati. La pista è ampia, regala spazi e possibilità di giocare, ma anche di studiarsi. Basta un passo falso per regalare possibilità e gli ospiti lo fanno dopo cinque minuti concedendo il passaggio di Roffo che manda a rete capitan Sabaini. Il Verona passa in vantaggio, ma non riesce però ad allungare grazie soprattutto ad un avversario che resta attento e concentrato. Il primo tempo termina così, in bilico e ci si aspetta qualche sorpresa per la seconda parte. Neanche il tempo di mettere i pattini pista che Roffo, ancora nel ruolo di assist-man, serve Carrer per il raddoppio e subito dopo arriva il 3-0 di Battistella. L’ago della bilancia inizia a spostarsi inesorabilmente dalla parte dei gialloblu che però subiscono la fiamma di ritorno del Monleale. A suonare la carica è il capitano dei falchi, Alberto Faravelli, che a metà della ripresa accorcia grazie al passaggio di Arbasino ed a tre minuti dal temine accorcia su suggerimento di Pagani. Le fasi finali sono concitate, lo slancio emozionale carica gli ospiti che ci credono e alla fine vengono premiati con la rete di Novelli che s’invola con Faravelli verso Gadioli e insacca sul passaggio del proprio capitano. Gli scaligeri gettano via un vantaggio ed una vittoria che forse andava difesa meglio, ma devono concentrarsi per l’over time. Ancora una volta in questo sabato, la gara verrà decisa oltre i tempi regolamentari. L’equilibrio la fa da padrone anche in questa occasione e per capire chi la spunterà tra le due servono i tiri di rigore. A regalare una sofferta vittoria al Cus è Roffo che, dopo aver messo a segno il primo rigore, segna al primo giro di oltranza e consegna due punti nelle mani dei suoi compagni. Per Monleale però c’è tanta soddisfazione per una partita ripresa con coraggio e determinazione, a parlarcene è un emozionato Nicolò Grando: << Stasera abbiamo giocato una partita davvero eccezionale, piena di colpi di scena, nonostante nel nostro roster mancassero diversi titolari. Abbiamo fatto sudare il risultato ai nostri avversari, anzi il secondo tempo siamo riusciti a gestirla molto bene e a fare una gran rimonta. Peccato per i rigori >>.  

Chi invece vola tra le stelle è l’Edera Trieste capace di stupire anche sulla pista degli Asiago Vipers, falcidiati dalle assenze (ben 8!). Non sappiamo bene come entrambe abbiano vissuto la vigila e cosa si aspettassero da questa gara, ma noi sapevamo che qualcosa sarebbe successo e che non sarebbe stato un sabato qualunque. La formazione di coach Rigoni è la terza forza del campionato e in settimana avrà la delicata sfida di recupero contro Ferrara, a maggior ragione non si poteva permettere passi falsi. Dall’altra il Trieste di coach Florean ci ha abituato a colpi di scena e risultati sorprendenti. La pista di Via Cinque è la tana delle vipere che conoscono bene i suoi pregi ed i suoi difetti, ma stavolta le dimensioni possono facilitare anche gli ospiti che si presentano con una panchina ristretta. L’incontro ha inizio: Berthod riceve da Munari e in 16” mette a segno un gol al limite del Guinness dei primati. Asiago che parte con il piede giusto e tutto potrebbe far pensare ad una gara in scioltezza, ma i giuliani gli tengono testa e, grazie alle parate del sempre più decisivo Fink, mantengono viva la gara fino al quattordicesimo minuto quando riescono a trovare il pareggio con Sindici. Match che si ravviva ad ogni giro di orologio, sale la tensione e l’Edera trova con Sodrznik l’assist giusto, dopo quello avvenuto già in occasione della prima rete, per il raddoppio di Delpiano. Manca pochissimo al riposo e per Asiago è una doccia fredda. La pausa regala più tranquillità alla squadra ospite che esce dalla pista con il morale alle stelle, ma i padroni di casa devono trovare la forza di reagire. Dopo essere tornati in gioco, esattamente a 3”35” della ripresa è Lievore a riportare in carreggiata i suoi, ma qualcosa non gira e una manciata di secondi bastano a Sodrznik, per raccogliere “di petto” un disco a mezza altezza e insaccare il classico “gollonzo” di parastinco che porta per la seconda volta in vantaggio l’Edera. Chi è presente non crede ai suoi occhi e molto probabilmente neppure i ragazzi dell’altopiano i quali non riescono a sfruttare i due power play che potrebbero dare loro lo slancio giusto, ma difronte a loro trovano anche un Mark Fink in versione “extra-large”. L’occasione invece, quando ormai manca poco più di un minuto dal termine, la coglie Cocozza che in superiorità mette Sodrznik in condizione di segnare la doppietta personale. A mettere in sicuro il risultato, quando l’Asiago tenta il tutto per tutto togliendo il proprio portiere, ci pensa Sindici (doppietta) per il definitivo 2-5. Al termine della gara il capitano ederino Axel Cocozza a stento contiene l’emozione e dichiara quanto segue: << Un match entusiasmante e una vittoria voluta e meritata. Complimenti ai ragazzi di Asiago che non si sono risparmiati, ma il nostro Fink è stato l’attaccante in più, la sua attenzione ed il suo talento ci stanno dando sicurezza. Avanti così con pazienza ed umiltà >>. Un momento difficile per Asiago, costretto a fare fronte ad alcune assenze importanti come ammette Thomas Berthod<< Poche parole, sapevamo fosse difficile per le tantissime assenze in squadra. Onore al portiere, che sicuramente galvanizzato dalle tante parate, ha salvato la sua squadra in tutte le ultime occasioni. Questi sono punti che non dovevamo perdere e a Ferrara non possiamo permetterci di sbagliare così tanto. Speriamo di recuperare qualcuno degli infortunati >>. 

Dopo un fine settimana del genere le nostre aspettative solo ancora più alte, abbiamo vissuto un turno davvero impressionante e se questo è quello che può succede in stagione regolare allora non immaginiamo cosa dovremmo aspettarci per la prossima fase. 


Serie A – I risultati della 16a giornata (sabato 15 gennaio 2022)

Diavoli Vicenza – HC Milano 7-6 (rigori)

Cittadella Hockey – Lepis Piacenza 14-1

Ferrara Warriors – Ghosts Padova 3-2 (OT)

Cus Verona – Monleale Sportleale 4-3 (rigori)

Asiago Vipers – Edera Trieste 2-5


La classifica dopo sedici giornate: HC Milano punti 44, Diavoli Vicenza punti 42, Asiago Vipers* punti 29, Ferrara Warriors* punti 26 Ghosts Padova punti 25, Edera Trieste punti 24, Monleale Sportleale punti 20, Cus Verona punti 17, Cittadella Hockey punti 10, Lepis Piacenza punti 0

*una gara in meno

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foto De Romeo – Munari – Zenobini 

Com. Stam./foto

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