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Sicilia Restart, Borgomeo (Fondazione per il Sud): “in Sicilia oltre 280 progetti realizzati nel Terzo Settore”

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Palermo – “La Sicilia vanta il 25% dei progetti sostenuti dalla Fondazione per il Sud, su 1.100 progetti finora realizzati, circa 280 sono stati realizzati nell’ambito del Terzo Settore nell’Isola. Perché bisogna partire dalle persone e dalle esperienze e  la Sicilia risponde bene alle opportunità che proponiamo come Fondazione per il Sud”.

Lo ha detto Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione per il Sud intervenendo a ‘Sicilia Restart’, la due giorni organizzata da Giuseppe Giorgianni e Davide Morici, fondatori di #IoComproSiciliano che hanno voluto lanciare una sfida organizzando – ovviamente molto prima che scattasse la ‘zona gialla’ in Sicilia – manifestazione dedicata alla ripartenza che tocca i temi della cultura, del sociale, dell’impresa e del turismo. Tutti settori che da quando è scoppiata la pandemia, ormai un anno e mezzo fa, hanno subito un tracollo, non soltanto economico. “Intervenire sulle questioni sociali – ha aggiunto Borgomeo – è il tentativo di riequilibrare situazioni di grande ingiustizia sociale, di limitare i danni che le istituzioni a volte provocano, ci sono centinaia di ragazzi che ogni giorno sono privati dei diritti fondamentali. Situazioni molto spesso sottovalutate dalla politica. Tentiamo di dare una mano al Terzo settore e molte delle esperienze nascono sempre da esigenze di organizzazioni legate ai bisogni che si manifestano”. “Economia e sociale non sono in contrapposizione – ha detto Francesco Di Giovanni,  coordinatore dell’Associazione “Inventare Insieme” di Palermo –  quello che le unisce è il valore. Dobbiamo superare la logica dell’assistenzialismo, è impensabile pensare che la nostra struttura sociale possa reggersi sui sussidi. C’è tanto lavoro da fare per garantire le stesse opportunità ai giovani che vivono nelle periferie e nelle fasce più deboli della società”. “Il sociale è un settore cruciale anche per creare le basi della ripartenza umana, sociale, economica – ha detto Claudia Segre,  presidente Global Thinking Foundation, organizzazione che sponsorizza piani di educazione finanziaria per il miglioramento dell’inclusione sociale e economica in Italia e a livello internazionale mediante collaborazioni con istituzioni pubbliche e enti privati, la quale ha voluto rimarcare che dalla Sicilia, da Palermo, èpartito lo scorso luglio il progetto “Dipendenze, no grazie”, promosso da Global Thinking Foundation grazie ad una erogazione liberale di Banca d’Italia, “per la lotta alle dipendenze come il gioco d’azzardo, che, soprattutto in questi mesi di pandemia, ha depauperato tante famiglie soprattutto durante il lockdown. Alcune situazioni durante la pandemia si sono aggravate”. Un fenomeno, una forma di schiavitù, che ha colpito sia gli anziani spesso molto soli che i giovani, sempre più spesso minorenni, che puntano cifre ingenti tra i centri scommesse e i sempre più numerosi siti specifici presenti nell’ecosistema digitale. “L’iniziativa è stata avviata, in particolare da 4 dei quartieri di Palermo più grandi e popolari – ha ricordato Segre – la Kalsa, il Borgo Vecchio, Montegrappa-Villaggio Santa Rosalia e Brancaccio, per allargarsi successivamente in tutta la Sicilia e nel resto d’Italia. Tra gli intervenuti, Giovanni Campagnoli, presidente Riusiamo l’Italia, Gaetano Giunta, presidente Fondazione delle Comunità di Messina, Francesco Di Giovanni,  coordinatore dell’Associazione “Inventare Insieme”, Concetta Di Benedetto, referente del Milan Urban Food Policy Pact, Lucrezia Lobuono, coordinatore Daniele Viganò Academy, Daniele Viganò, imprenditore di successo e presidente Daniele Viganò Academy, e Giuseppe Pipitone di Ted Formazione. 

Com. Stam.

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