Cronaca

Stretta sul fenomeno della guida in stato di ebbrezza e controlli con l’etilometro: i CC ritirano 4 patenti

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Catania. Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di pattugliamento disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Catania, allo scopo di garantire la sicurezza dei cittadini, sia residenti che turisti, durante le festività connesse al nuovo anno,

i Carabinieri della Compagnia di Catania Piazza Dante e del 12° Reggimento “Sicilia” hanno effettuato numerosi posti di controllo nel centro storico della città, in particolare nella zona del Castello Ursino e di Piazza Della Repubblica.

Durante tale servizio, gli operanti hanno identificato oltre 70 soggetti ed effettuato accertamenti su più di 40 veicoli, elevando sanzioni amministrative in violazione delle norme del Codice della Strada, per un importo complessivo di oltre 6.000 €. In particolare, per quanto concerne le condotte più gravi, sono state sequestrate amministrativamente 3 autovetture poiché prive di polizza assicurativa ed è stata ritirata una patente per l’utilizzo del telefono cellulare durante la guida.

Nel medesimo contesto operativo, i militari dell’Arma hanno inoltre sanzionato amministrativamente un 36enne pregiudicato, “impegnato” in una fiorente attività di parcheggiatore abusivo in piazza Federico di Svevia. Allo stesso infatti, sono stati sequestrati 150,00 €, frutto dei pagamenti dei conducenti. Sono state poi svolte alcune perquisizioni finalizzate alla ricerca di sostanze stupefacenti, all’esito delle quali i Carabinieri hanno segnalato alla locale Prefettura un 25enne catanese, trovato in possesso di 5 grammi di marijuana. 

L’incolumità e la sicurezza degli utenti della strada di ogni età costituiscono per l’Arma dei Carabinieri una stringente priorità. In tale ottica, sono stati potenziati anche i controlli sulle vie e arterie a maggiore percorrenza, durante i quali il Nucleo Radiomobile di Catania, Reparto dedicato al pronto intervento cittadino, attraverso i propri equipaggi sul campo, ha operato un giro di vite contro la guida in stato di ebbrezza, fenomeno di particolare rilevanza soprattutto in questo periodo di festa, durante il quale le “gazzelle” e i motociclisti dell’Arma hanno multato oltre 4 conducenti, che sottoposti ad accertamenti per la misurazione del quantitativo di alcol nel sangue mediante alcoltest, hanno mostrato valori superiori al limite consentito dalla legge, pertanto i militari hanno  elevato nei loro confronti sanzioni per un importo complessivo superiore ai 2000 €, e contestualmente hanno proceduto al ritiro delle patenti di guida per la successiva sospensione e  al sequestro dei loro autoveicoli .

Non sono fortunatamente mancati episodi dai quali è emersa la “finalità educativa” dell’attività contravvenzionale.

In particolare in una occasione, in Piazza dei Martiri, i militari della Sezione Motociclisti del Nucleo Radiomobile hanno fermato un 25enne alla guida di una Golf nuova di zecca, che procedeva a fari spenti e con andatura irregolare e che pertanto manifestava durante la guida evidenti sintomi riconducibili allo stato di ebbrezza. Nella circostanza, durante il controllo, in un primo momento il giovane si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti mediante etilometro, tuttavia gli operanti lo hanno sensibilizzato più volte sul fatto che coloro che si rifiutano di sottoporsi agli accertamenti predisposti dalle Forze dell’Ordine, rischiano di essere puniti con il massimo della sanzione e che dunque valeva la pena sottoporsi agli accertamenti ed eventualmente dimostrare che il tasso alcolemico effettivamente riportato non era poi così alto da corrispondere ai sintomi manifestati. Pertanto, il giovane opportunamente sensibilizzato dagli operanti, ha chiesto loro il tempo necessario di consultare dal suo smartphone la normativa prevista in materia, e dopo aver riscontrato che effettivamente il consiglio dei militari corrispondeva effettivamente a quanto previsto e che dunque era stato dispensato nel suo esclusivo interesse, ha acconsentito a sottoporsi alla prova dell’etilometro, che ha comunque fornito un valore elevato e tale da renderlo passibile di contravvenzione.  

L’attività contravvenzionale condotta dai militari è stata quindi soprattutto orientata a sensibilizzare adulti e giovanissimi sulle gravi conseguenze, a volte anche fatali, che questo comportamento irresponsabile può comportare per la propria e altrui incolumità.

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