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Tokyo 2020 – Pesi: Mirko Zanni di bronzo! L’Azzurro solleva 322 chili di totale, dietro al cinese Chen e al colombiano Mosquera Lozano

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Mirko Zanni conquista la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo, la quinta del medagliere azzurro!

Il 23enne di Pordenone, impegnato nella categoria fino a 67 kg, solleva 322 kg di totale, nuovo record italiano e personale, piazzandosi alle spalle del cinese Chen (332, nuovo record olimpico) e del colombiano Mosquera Lozano (331). L’atleta del CS Esercito, arrivato alla gara da vice campione Europeo in carica, con l’ultima poderosa alzata a 177 kg, è riuscito a sollevare nel totale 1 kilo più del suo diretto avversario il coreano Han, che ha chiuso con 321.

“Tutto ciò che ho fatto finora ha un senso – dice Zanni – Il pensiero della medaglia c’è sempre stato, ma dall’immaginarlo a realizzarlo ce ne vuole di strada. Ci ho creduto fino alla fine ed è arrivata”

“Grazie Mirko, per quello che hai saputo fare – dice il Presidente del CONI, Malagò – Questa medaglia è tua e dell’intero movimento della pesistica italiana”

LE DICHIARAZIONI – MIRKO ZANNI

“Tutto ciò che ho fatto finora ora ha un senso – dice emozionatissimo Mirko Zanni con il bronzo al collo – Sono convinto che sarò l’apripista di una nuova era, arriveranno altre medaglie perché siamo una squadra unita, lavoriamo bene, ci sono atleti importanti e seguiamo il progetto della Federazione”. Una medaglia che mancava alla Pesistica Azzurra da 37 anni, dall’oro conquistato da Norbert Oberburger a Los Angeles nel 1984 e che ora è al collo di Mirko Zanni. “Non so ancora in che pianeta sono in questo momento. Come accadde per le Olimpiadi giovanili di Nanchino nel 2014 siamo ancora una volta qui, con il bronzo al collo. Non posso essere più felice di così, sono davvero emozionato. Questa medaglia pesa dieci anni di lavoro, di allenamenti intensi, dolori, gioie, sacrifici, delusioni e tutto quello che c’è intorno. Pesa tanto ma tutto quello che ho fatto finora finalmente ha un senso. Il pensiero della medaglia c’è sempre stato, ma dall’immaginarlo a realizzarlo ce ne vuole di strada. Ci ho creduto fino alla fine ed è arrivata

Dedico questa medaglia a mia mamma, mio papà, ai ragazzi della Pesistica Pordenone e a mio nonno, che all’ultima prova mi ha guardato da lassù”.

IL PRESIDENTE FIPE, ANTONIO URSO

“E’ un risultato storico per la Pesistica Italiana – dice il Presidente FIPE Antonio Urso – dopo 37 anni di digiuno arriva una medaglia che ripaga di tutto il lavoro, i sacrifici, i momenti ‘no’. Questa è la ragione per la quale i conti tornano. Mirko è stato fantastico: in quell’ultima alzata a 177 kg non c’è solo una prova da record ma c’è tantissimo coraggio, lì si giocava tutto. E’ la summa di anni di allenamenti, sacrifici, gare. E io sono convinto che se Mirko avesse fatto i 150 di strappo le cose sarebbero andate ancora meglio. Sono contento che a vedere e ad applaudire Mirko ci fosse anche Valentina Vezzali, ci ha portato bene! Abbiamo iniziato al meglio questa avventura olimpica!”

IL PRESIDENTE DEL CONI, GIOVANNI MALAGO’

Emozionanti le parole del Presidente del CONI Giovanni Malagò dirette proprio a Mirko Zanni da Casa Italia: “Ti voglio dire ‘grazie’ Mirko, ti sono veramente riconoscente per quello che hai saputo fare. Dopo questa mostruosità di tempo dall’ultima medaglia dei Pesi alle Olimpiadi, arriva questa vittoria, che devi godere fino in fondo, ma che non è solo tua: è di tutto l’ambiente della pesistica azzurra, della Federazione, dei tecnici, perché dietro la tua medaglia ci sono decenni di sacrifici, di battaglie, contro doping, contro chi ha cercato di giocare la partita in modo scorretto. Vorrei riportare una considerazione che mi aveva fatto il Presidente Antonio Urso poco prima di partire: ‘Zanni andrà a medaglia, conosco lui e le sue prestazioni. Vedrai’. Appena finita la gara, Urso mi ha chiamato, in lacrime, dicendo ‘Che ti avevo detto?!’. Ma devo dire che non mi ha fatto solo il tuo nome però…

So che sei un ragazzo con i piedi per terra e ci devi anche stare soprattutto per lo sport che fai. Il futuro è tuo, anche perché tra meno di tre anni abbiamo Parigi: non ti ho detto niente ma ti ho detto tutto!”

Com. Stam.

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