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Torno indietro e cambio vita

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Cosa cambieresti nella tua vita se potessi tornare indietro nel tempo? L’opera numero 57 per il grande schermo dei fratelli Carlo ed Enrico Vanzina (come sempre entrambi firmano la sceneggiatura mentre è solo Carlo ad occuparsi della regia) prende avvio da un paradosso temporale ampiamente sfruttato (dal classico di fantascienza Ritorno al Futuro alla sua declinazione romantico-sentimentale in Questione di tempo).

Per una di quelle frasi fatte che ormai si pronunciano quasi in automatico, i quarantenni Raoul Bova e Ricky Memphis si ritrovano (letteralmente) catapultati nel 1990 e hanno l’opportunità di porre rimedio agli errori del passato, adesso diventato magicamente presente. Così Bova dovrà evitare di innamorarsi nuovamente della fidanzatina del liceo (una scatenata Giulia Michelini) che poi diverrà sua moglie e improvvisamente lo mollerà in tronco, mentre Memphis si troverà impegnato nella ricerca di un compagno per la mamma sola e alcolista (Paola Minaccioni, quasi una macchietta).

I figli di Steno, dopo le esperienze di Un’estate al mare e Un’estate ai Caraibi (ribattezzati cine-cocomeri con una formula che tentava invano di replicare il successo dei cine-panettoni), confezionano un film leggero e gradevole strizzando l’occhio alla tradizione della commedia all’italiana (soprattutto grazie a un Max Tortora che ha in Sordi il suo modello di riferimento) per convincere gli spettatori a frequentare le sale anche d’estate. Fin dai simpatici titoli di testa si ironizza sulle differenze tra 2015 e il 1990 provocando nello spettatore un effetto nostalgia, tanto caro ai Vanzina fin dai tempi di Il cielo in una stanza (lì erano gli anni ’60) e che adesso sembra essere diventato un marchio di fabbrica di tutta la loro produzione recente (Il ritorno del Monnezza, Sotto il vestito niente, Sapore di te).

Vincenzo Castronovo

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