Spettacoli

Ultime tre date in programma per la prima edizione di Aedi – Storytelling Fest 27, 29 e 30 dicembre

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Doppio appuntamento alle 17.30 e alle 21.00 Spazio Tre Navate – Cantieri culturali alla Zisa Palermo

Dopo la pausa natalizia la rassegna Aedi – Storytelling Fest riprenderà con la seconda parte di programmazione che prevede un doppio appuntamento, alle 17.30 e alle 21.00, nei giorni 27, 29 30 dicembre sempre nello Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo (via Paolo Gili,4).

Sei spettacoli nei tre giorni che concludono la prima edizione di Aedi, rassegna fra teatro, reading e mise en espace con la direzione artistica di Salvo Piparo.

Si comincia nel pomeriggio di lunedì 27 (ore 17.30) con Ernesto Maria Ponte che torna ad interpretare Il poeta in piazza, accompagnato sul palco dalle musiche di Tony Greco.

Ponte ci offre una peculiare lettura dell’omonima raccolta di versi, opera di Ignazio Buttitta, silloge del 1974; la pièce ripercorre  il percorso tante volte intrapreso dal poeta e scrittore bagherese, il quale amava andare a declamare i suoi versi nelle scuole, in occasioni di manifestazioni politiche e culturali, dentro ai teatri e nelle piazze.

Ponte presta a Buttitta la sua voce di attore straordinario, restituendo un memorabile percorso poetico che acquista anche i connotati di un sentito omaggio.

Alle ore 21.00 appuntamento con il cantore iracheno Yousif Jaralla ne Le mille e una notte – Come una stella cadente, musiche di Enzo Rao Camemi. Giorno dopo giorno, notte dopo notte, Shahrazad racconta al sultano suo sposo una storia  diversa per avere salva la vita, intuendo sin dall’inizio che la propria salvezza dipende dalla salvezza del suo carnefice. Soltanto liberando il sultano dalla rabbia e dall’odio, dalla cecità e dalla vendetta che albergano nel suo animo dopo il tradimento di una delle sue mogli, Shahrazad potrà interrompere il meccanismo omicida innescato per vendetta, secondo cui il re uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze.

Il personaggio di Shahrazad lo condurrà, e ci condurrà, con l’immaginazione in un labirinto di racconti intrecciati, popolati da esseri di straordinaria bellezza e di rare meraviglie, in un incontro con antichi re, potenti maghi, poeti, mendicanti, amanti ed esseri soprannaturali. Il sultano verrà educato, attraverso la narrazione, all’amore e alla conoscenza, fino alla scoperta della sacralità del vivere e del perdono.

Mercoledì 29 salirà sul palcoscenico, alle ore 17.30, Egle Mazzamuto con le sue “Elegie di quartiere – Tramusicaeversi”, accompagnata dalle musiche di Michele Piccione e Carmelo Farina.

Nata come tributo al grande drammaturgo palermitano FrancoScaldatiElegie è un’opera musicale in forma oratoriale. Seguendo il processo di “ricamo dei momenti poetici” tipico delle operazioni drammaturgiche di Scaldati lo spettacolo ripercorre canzoni e brani teatrali tratti dalle sue opere più importanti. 

Filo conduttore è la dimensione onirica, tanto cara al drammaturgo, dove si alternano momenti formalizzati nel racconto cantato e recitato e momenti di pura poesia, il cui ambito naturale di svolgimento è la notte. 

Una notte di attese colmate da storie reali o sognate, una notte drammatica, dove la tragedia si intuisce e di cui la poesia tratteggia il forte sentimento e i tempi, annunciando “a che punto è la notte”. Sono le voci sommesse del quartiere a ispirare il poeta (presente nell’opera come voce estraniata), quartiere inteso come luogo d’infanzia, di affetti, di rimandi, inteso come comunità. Protagoniste dello spettacolo sono le luci, la luna, le stelle, i lampioni, i lumini accesi delle edicole votive, unico riparo dall’oscurità; esse incarnano le richieste di grazia della gente e vi assurgono mediante la poesia di cui si fanno metafora. A far da trait d’union fra musica, canto e recitazione è l’intesa sonora che mira a mettere in rilievo la musicalità già insita nel logos di Scaldati.

Alle 21.00 sarà la volta di Davide Enia che presenterà un nuovo racconto, accompagnato dal polistrumentista Giulio Barocchieri, dal titolo Miopadre non ha mai avuto un cane, scritto dallo stesso Enia. 

Più passano gli anni più il 1992 si mostra per quello che è stato davvero: il coronamento di una stagione di ferocia iniziata  già negli anni settanta, un trauma collettivo. Quanto è stato davvero affrontato di tale trauma? Quanto la distanza cronologica ci consente, oggi, una lettura sufficientemente distaccata per stabilire spietatamente come è stato possibile che tutto ciò sia potuto accadere?

Di questo parla Miopadrenonhamaiavutouncane, dell’essere stato bambino nell’ignobile mattatoio degli anni ottanta palermitani e della sopravvivenza come legge di vita appresa sin nel territorio dai tempi dell’infanzia. Parla di come il silenzio sia una strategia tesa a distruggere chi lo riceve e chi lo pratica. Di come Palermo, senza sosta, continuava imperterrita il proprio ciclo di morte e rinascita, perché questo è: una città che muore e risorge, di continuo.

La rassegna si concluderà giovedì 30 dicembre con gli ultimi due appuntamenti: alle 17.30 VenivamodalMare con protagonista LuciaSardo. Fortemente evocativo e denso di liricità, il monologo trasporterà lo spettatore in quell’universo ancestrale di disperazione, miseria e desolazione, fondato sulla considerazione delle “femmine” quali esseri che  rappresentavano un minus rispetto al genere maschile. La regia, della stessa Sardo, immetterà in quell’orrore, tristemente attuale, dell’esperienza di alcune ragazze che condividono un tristissimo destino, sottomesse al volere di uomini privi di scrupoli che le trattano come se fossero oggetti di loro proprietà.

Alle 21.00, infine, ultimo appuntamento con Il Lupo e la Luna,  un’opera letteraria di Pietrangelo Buttafuoco, che la interpreta anche,intimamente poetica e sublime; al tempo stesso visionaria e reale, elaborata eppur piana all’unisono di una articolata melopea che poggia su una concezione islamica sacra della vita come eterno ritorno al cospetto di Allah. Regia Giuseppe Dipasquale, immagini Francesco Lopergolo.

Il materiale verbale di quel romanzo visionario, ma profondamente reale, che è Il Lupo e laLuna di Pietrangelo Buttafuoco, offre un’occasione unica per tentare un cunto per voce sola in un introibo e undici quadri. La scrittura di Buttafuoco, traboccante di caratteri opposti, ben si presta ad una concezione islamica, sacra, della vita come un eterno ritorno nelle braccia del Maestoso e Potente Allah. Ne deriva che la parola detta, letta, ascoltata è una pura rivelazione di fenomeni opposti. E tutto questo avviene nel mistero infinito del Significato, luogo architettonicamente eccelso. Il lavoro di trasposizione per la scena, che ha implicato un adattamento del testo e una regia, riguarda soprattutto l’aspetto formale. Buttafuoco è un magnifico interprete del verbo islamico, al modo e al suono dell’ancestrale cunto mediterraneo.

Il costo dei biglietti per il singolo spettacolo è di euro 10 (intero) e euro 5 (ridotto, under 12).

Info e prevendita ai numeri 328.8663774 e 388.8590466 (prenotazione dei posti anche su Whatsapp) e sulla pagina Facebook Kleis.

Com. Stam.

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