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Un coro di proteste senza nessun risultato Da lunedì la Sicilia diventa arancione

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Le attività che ancora resistono, il governo li sta  aiutando a entrare in una fase di pre o di dissesto

Il Presidente di Confeuropa imprese Sicilia Giuseppe Alizzio si unisce al tessuto economico siciliano, deluso, arrabbiato, sconcertato.

Nonostante la Sicilia sia stata una delle  più virtuose d’Italia, con un indice di diffusione Rt inferiore a 1, da lunedì prossimo  passa in zona arancione, per cui è vietato consumare all’interno di bar, ristoranti e centri commerciali anche a pranzo ma resta consentito l’asporto fino alle 22.

Per i bar è concesso l’asporto di bevande fino alle 18 e stop alle consumazioni nei pressi delle attività. Nessun limite per la consegna a domicilio. Sono aperti i negozi al dettaglio, chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, coprifuoco dalle 22 alle 5.

Per le festività pasquali, le misure previste per la zona rossa si applicheranno su tutto il territorio nazionale.

Con bar e ristoranti chiusi anche i negozi restano praticamente deserti e quindi dovranno affrontare queste ulteriori restrizioni. Le attività che ancora resistono, il governo li sta  aiutando a entrare in una fase di pre o di dissesto e non invia gli aiuti economici promessi.

Il governo non si può trincerare dietro i report del Comitato tecnico scientifico.

Il Governo Draghi  ha il dovere di decidere, ci saremmo aspettati un cambio di passo rispetto a Conte, ma le nuove misure restrittive decise oggi sono in perfetta continuità con la strategia fallimentare adottata precedentemente.

I siciliani  sono esausti di sacrifici che si protraggono da più di un anno e che  non portano a nulla, è ora che il  governo si assume le proprie responsabilità.

Dai politici siciliani ci saremmo aspettati una protesta massiccia a tutela dell’economia siciliana.

Al momento dell’insediamento di Draghi avevamo paventato una certa preoccupazione per l’assenza di ministri meridionali e in particolare Siciliani.

Le preoccupazioni paventate, all’indomani della formazione del governo Draghi, sui Recovery Fund destinate alla Sicilia e al Sud, alla luce di questi comportamenti,  fanno si che questo stato di allarme aumenti.

Noi di Confeuropa imprese   saremo vigili per un controllo continuo e pronti a svegliare la coscienza socio-economica, onde evitare che il divario Nord Sud si amplifichi ancora di più, ma a quel punto sarà il suicidio e il fallimento della classe politica.

Confeuropa imprese Sicilia

Com. Stam.


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