Spettacoli

Un ricordo di Gustavo Scirè

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Palermo – In occasione dell’apertura della stagione del Teatro Savio prodotta e organizzata da Ernesto Scirè, sembra doveroso ricordare il padre Gustavo Scirè, notissimo attore, capocomico, autore, regista e fondatore della “Compagnia Teatrale Scirè”, scomparso nel 2016,  inserendo

lo stralcio di una delle ultime interviste concessaci. – Come ha iniziato? “Con l’avanspettacolo, poi compagnie di giro con Domenico Modugno, Franchi e Ingrassia, Carlo Campanini, Beniamino Maggio, Lino Banfi; poi 15 anni di cabaret a Palermo e, contemporaneamente, altrettanti in RAI e innumerevoli serate estive in tutta la Sicilia; qualche apparizione al cinema  e TV private (mai pagata una lira per esibirmi nelle grosse TV private)” – Un ricordo lieto ed uno meno lieto. “Quello lieto risale al 1972; una vecchia signora in pelliccia della Palermo bene mi disse: dott. Scirè, la prego, mi dia un posto anche… in piedi. Quello meno lieto è del 1985; un signore con la famiglia mi fermò dicendo: lei dovrebbe ringraziarmi perché per venirla a trovare in teatro…ho corso il rischio di uscire di sera! “Un suo eventuale modello di attore o attrice?” “Se avessi avuto un modello, avrei fatto l’imitatore”. “Il rapporto con i suoi colleghi?”  “Con quelli “esterni” nessun rapporto perché non ci si vede mai, con quelli interni della mia Compagnia, essendo io stesso l’autore, il regista, il capocomico, sono il fratello maggiore”. “Chi viene a vedervi?” “Tutti quelli che hanno i soldi per pagare il biglietto, vorrebbero venire a vedermi ma il 10% rimane in casa per paura dello scippo, il 10% rimane a casa per non lasciare la casa, un altro 10% rimane a casa per il posteggio, un 10% gioca a poker ed un altro 10%, vedendo quello che nelle TV locali spacciano per cabaret dice: se il cabaret è questo… meglio restare in casa. Se qualche altro attore dice che l’affluenza in teatro è la stessa di prima, mente sapendo di mentire”. Cosa pensa del Teatro leggero a Palermo? “Credo che a Palermo manchi totalmente l’intelligenza imprenditoriale dei proprietari di grossi locali, faccio un esempio: se un grosso cinema di mille posti o più, decidesse di fare Cabaret o Rivista, con tutti quei posti potremmo equiparare il biglietto del Cabaret a quello del film ed il locale sarebbe sempre pieno. Noi del teatro leggero, agendo in locali di 150 posti non possiamo far pagare poco. Per quanto riguarda la qualità del teatro leggero nella nostra città, sappiamo scrivere i testi, gli attori ci sono ma mancano i mezzi!” Se fosse Assessore allo Spettacolo che correttivi apporterebbe?” “E qui casca l’asino; vi pregherei di avere il coraggio di scrivere quanto io ho il coraggio di dire. Se fossi assessore eviterei il clientelismo politico e dare le sovvenzioni solo a chi ne ha diritto. Le sovvenzioni, per il 90% vanno a gente incompetente, ad impresari che con i soldi delle tasse del cittadino pagano lautamente, a suon di milioni, artisti che vengono da fuori. Gustavo Scirè (laureato, autore, prossimo socio SIAE, 15 anni di successi locali come attore e regista) non lo conoscono ancora e la sua domanda di sovvenzione, poiché non appartiene ai gruppi di leccapiedi, viene cestinata. Non esiste una Commissione giudicante e competente. Come si possono comprare spettacoli alla cieca? Funzionari ed assessori addetti ai lavori non vengono a teatro nemmeno se invitati; se venissero, anche se incompetenti, potrebbero farsi un’idea. Il Municipio, la Provincia e la Regione dovrebbero essere loro gli impresari e non affidare a terzi questo compito con grave dispendio di mediazione. Siamo arrivati al punto che tre persone, che nulla hanno a che fare col teatro, formano un’associazione e, se protetti dal solito clientelismo, riceveranno grosse sovvenzioni. A questo punto lancerei una proposta, non dare soldi per fare teatro, ma mezzi tecnici e solo in questo modo la… chitarra la suona chi la sa suonare!” La Compagnia di Ernesto Scirè (figlio di Gustavo), con Roberto Spicuzza, chiuderà la stagione del Teatro di Via G. Evangelista Di Blasi, 102/b, con la divertente commedia “Solo fumo… e niente arrosto”, in scena sabato 9 aprile (2 spettacoli) e una replica, domenica 10 aprile.

Franco Verruso

Com. Stam.

Silvana Tutone e Gustavo Scirè
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