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Una Marina di Libri. Teresa Mannino presenta il libro “Io, Felicia

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Conversazioni con la madre di Peppino Impastato” di Mari Albanese e Angelo Sicilia – L’attrice, tornata in Tv sul Nove con tre spettacoli teatrali in prima serata in cui parla di lei e del suo rapporto con Palermo, dialogherà nello Spazio Maestrale con gli autori e con Luisa Impastato, nipote di Felicia:   “Il libro – dice – mi ha rivelato una Felicia che non conoscevo”

C’è anche Teresa Mannino tra gli ospiti della 12esima edizione de La Marina di Libri 2021 in corso a Villa Filippina.  Domenica 19 settembre alle 11,30, l’autrice e attrice comica presenterà il libro “Io Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato” di Mari Albanese e Angelo Sicilia (Navarra Editore, 2021). Un incontro fortemente voluto dagli autori e dalla Mannino, tornata in Tv la settimana scorsa sul Nove con il primo di tre spettacoli in cui fa un’analisi comica del comportamento “folle” degli uomini rispetto ai cambiamenti climatici e racconta della sua infanzia e delle contraddizioni tra Nord e Sud.

Teresa Mannino aveva 8 anni quando Peppino Impastato fu ucciso. Troppo piccola per ricordare ma mamma Felicia con la sua ostinata richiesta di verità e giustizia, è uno dei volti che hanno segnato la storia della lotta alla mafia del Novecento e la sua generazione, quella degli anni ’70 tratteggiata in uno dei suoi sketch più famosi. Anni drammatici, quelli, per chi viveva a Palermo, costellati da stragi che la stessa Mannino ha ricordato davanti all’Albero Falcone nel 2018 senza riuscire a trattenere le lacrime: “Palermo che è una città piena di suoni è rimasta muta. …Siamo rimasti tutti muti, c’era un silenzio irreale. …La mafia ci aveva tolto le parole…”.

Le conversazioni con Felicia, consegnate al pubblico con questo libro a distanza di vent’anni dalle registrazioni degli autori (al tempo giovani animatori del Forum antimafia di Cinisi), restituiscono parole chiare contro la mafia e un esempio di coraggio per le donne e i giovani.  “Una Felicia che non conoscevo”, dice Mannino che all’epoca delle interviste era già volata a Milano per inseguire i suoi sogni.

Alla presentazione interverrà anche Luisa Impastato, nipote di Felicia e autrice della preziosa prefazione del libro in cui, per la prima volta, racconta il rapporto con la nonna e i suoi ricordi di bambina. Completano l’incontro, le letture di Pamela Vassallo e Maria Grazia Maggio.

«”Io Felicia” – dice l’editore Ottavio Navarra co-organizzatore  de La Marina di Libri– ha segnato il ritorno della nostra casa editrice sugli scaffali delle librerie dopo il lockdown. Un testo intenso in cui abbiamo creduto in maniera convinta, tanto da farlo uscire slegato da qualsiasi anniversario».  

“Io, Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato” di Mari Albanese e Angelo Sicilia, è arrivato nelle librerie italiane  e negli store online (Navarra Editore, collana Passi della memoria, 168 pp., 12,00 euro) il primo luglio scorso ed è già alla prima ristampa. Hanno già scritto del libro alcune tra le maggiori testate nazionali tra cui La RepubblicaCorriere della SeraIl Fatto QuotidianoL’EspressoIo DonnaDonna Moderna.

SINOSSI

Nell’estate del 2002 Felicia Bartolotta, la madre di Peppino Impastatosi racconta a due giovani attivisti, Angelo Sicilia e Mari Albanese, tra gli animatori del primo Forum Sociale Antimafia di Cinisi. Sono conversazioni intime e toccanti: “Mamma Felicia” racconta del passato, del rapporto conflittuale col marito, del grande amore per suo figlio Peppino, della sua scelta, alla morte violenta di quest’ultimo, di aprire le porte della sua casa a tutti i giovani, per coltivare la memoria e spargere semi di consapevolezza per il futuro. Ma mai come prima, Felicia parla anche di sé: della sua giovinezza, della difficoltà di essere donna in Sicilia nei tempi della sua vita, e delle sue ribellioni. Racconti personali, in parte inediti, custoditi in videoregistrazioni e quaderni di appunti rimasti per tutto questo tempo nei cassetti insieme alle foto scattate in analogico da Pippo Albanese tra il 2002 e il 2003. Un prezioso materiale di archivio che nei giorni del lockdown, è tornato a bussare dai cassetti della memoria degli autori per farsi àncora e messaggio di speranza per il futuroNelle parole di Felicia, che appoggiò e sostenne il figlio nel suo opporsi alla mafia, trovano posto la voglia di giustizia di una donna indomita e insieme la tenerezza di una madre che ricorda aneddoti dell’infanzia di Peppino, della sua militanza politica, della sua tragica fine. Felicia racconta la sua paura, i suoi timori, il suo dolore, ma con lo sguardo al futuro e alle nuove generazioni: le sue parole diventano prassi, agire quotidiano, dialogo incessante, ma soprattutto un messaggio attualissimo di speranza per il futuro.

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