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Usa, votato l’impeachment contro Trump

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A sei giorni dalla fine del suo mandato presidenziale e dell’insediamento del nuovo presidente Usa Joe Biden, la Camera dei rappresentanti con 232 voti favorevoli, tra cui 10 repubblicani, e 197 contrari ha approvato ieri sera (ora italiana) l’avvio della procedura di impeachment per Donald Trump.

L’accusa mossa al presidente uscente è di avere istigato l’attacco al Congresso del 6 gennaio scorso. E’ questa la seconda volta che Trump finisce sotto impeachment (la prima è avvenuta all’inizio dello scorso anno per le pressioni fatte sul presidente ucraino affinché aprisse un’indagine contro Joe Biden, all’epoca suo avversario nella corsa per la Casa Bianca) e dopo il voto di ieri alla Camera, toccherà adesso al Senato istruire il processo contro Trump e votare a maggioranza dei due terzi sulla sua rimozione. In America l’impeachment è un procedimento politico (non giudiziario) che serve a rimuovere da un incarico pubblico chi lo ricopre. Ma a cosa serve iniziare oggi, a pochissimi giorni dal termine “naturale” del suo mandato, la procedura per cacciare Trump dalla Casa Bianca? Secondo i democratici Trump è pericoloso, capace di compiere altri gesti violenti mano a mano che ci si avvicina al 20 gennaio. Quello a cui puntano allora è l’immediata rimozione del presidente uscente, giudicato ormai inadeguato. Ma poiché Trump non ha intenzione di “sloggiare” prima del 20 gennaio ed il vicepresidente Mike Pence ha fatto sapere che non intende invocare il venticinquesimo emendamento alla Costituzione americana per rimuoverlo dall’incarico, i dem hanno deciso di procedere con l’impeachment, anche se ormai i tempi sono molto stretti ed il Senato non si riunirà prima del 19 gennaio, per cui la decisione potrebbe arrivare anche dopo la fine del mandato presidenziale di Trump, assumendo solo un valore politico. Come “sanzioni accessorie” all’impeachment, ci saranno anche l’impossibilità per Trump di ricandidarsi fra quattro anni, la riduzione del suo vitalizio e lo stigma morale della decisione attuata contro di lui. Trump però potrebbe bloccare la procedura, dimettendosi qualche minuto prima della condanna, in modo da fare saltare tutta la procedura, lasciando i dem con un pugno di mosche in mano.

Ciro Cardinale

CS

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