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Visite mediche Lecce: l’Asl batte cassa, torna la multa per le mancate disdette

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Centinaia i  provvedimenti ricevuti in questi giorni dai cittadini che erano stati sospesi all’inizio della pandemia e adesso scattano di nuovo

Tornano centinaia di sanzioni per le mancate disdette di visite ed esami. Le ’multe’ per i più distratti che non si presentano a un appuntamento sanitario prenotato erano state sospese all’inizio della pandemia. Adesso il provvedimento scatta di nuovo, L’Asl di Lecce in questi giorni sta chiedendo  il pagamento della prestazione sanitaria prenotata ma non disdetta per tempo da parte dell’utenza e che si riferisce addirittura a 9 anni fa. Ricordiamo che la normativa riguarda tutti gli assistiti, anche chi ha diritto all’esenzione per reddito, patologia o invalidità. “L’importo della multa è pari al ticket previsto fino al tetto massimo per prescrizione di 36,15 euro, a eccezione della chirurgia ambulatoriale per cui il tetto è di 46,15 euro, a cui si sommano le spese postali. Il cittadino può giustificare la mancata o ritardata disdetta solo per motivi imprevedibili, oggettivi e documentabili”, tra cui cause di salute, incidente stradale, eventi meteorologici estremi, lutto recente di un parente prossimo. La prenotazione va disdetta almeno due giorni lavorativi, domenica e festivi esclusi, prima della giornata dell’appuntamento. Data e ora massima per disdire senza incorrere nella multa sono esplicitate chiaramente nel foglio di prenotazione insieme a tutte le informazioni necessarie per evitare la sanzione. Per cancellare o spostare un appuntamento si può chiamare il numero verde attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, inserendo il numero dell’appuntamento e la data di nascita del cittadino prenotato, oppure rivolgersi agli sportelli Cup, farmacie comprese. Lo staff legale dello “Sportello dei Diritti”, evidenzia il presidente Giovanni D’Agata, se ne sta occupando attraverso alcuni casi di cittadini che hanno ricevuto una richiesta di pagamento che presenta diversi aspetti da chiarire. Una vicenda, tutavia, che potrebbe finire anche al Tar, affinchè venga giudicata la eventuale illegittimità di questa azione di recupero. Inoltre, l’Asl chiede somme per non meglio specificate spese amministrative e postali che non giustifica e che non può autoliquidarsi. In conclusione, un procedimento tutto da verificare in attesa degli accessi agli atti fatti dai nostri legali.

Com. Stam. /foto fonte “Sportello dei Diritti

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