Economia e Lavoro

AlmaViva| Si conclude la due giorni di contrattazione con i sindacati a Roma

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Si chiude la due giorni di contrattazione con i sindacati per i termini della commessa con Wind, ufficializzata nelle scorse settimane, notizie terribili giungono per i lavoratori Almaviva. Secondo quanto portato in luce dai lavoratori l’azienda avrebbe confermato ulteriori perdite per il 2015, per un ammontare di circa sei milioni e duecentomila euro su base nazionale e quattro milioni e duecentomila per Palermo.

L’azienda avrebbe illustrato ai lavoratori dei punti chiave dai quali partire per recuperare efficienza, qualità e produttività. Fra questi: eliminazione della pausa retribuita fi 30′ per FT, eliminazione ore aggiuntive rispetto a Rol contrattuale ( 72 ore per profilo FT) sede unica Inbound a Palermo, trasformazione incentivate di profili orari (da 8 a 6 da 6 a 4),matrici mensili, orari spezzati su base volontaria, riorganizzazione e strutturale ridimensionamento funzione di staff, mobilità volontarie incentivate su cluster definiti.

Tra le richieste vi sarebbero inoltre il recupero dei minuti di ritardo a fine turno e la rimodulazione dei contratti di solidarietà, da verticale ad orizzontale con un incremento della percentuale. La trattativa, conferma le paure che hanno accompagnato i lavoratori negli ultimi mesi, la società sta non soltanto chiedendo enormi sacrifici ai lavoratori, ma sta cercando di toglier loro ogni “dignità”, costringendoli, in un certo qual modo, ad accettare condizioni contrattuali che sfiorano il vessatorio, pur di mantenere quel lavoro e quel misero stipendio che consente a molti lavoratori di mantenere la propria famiglia. Sull’incontro intervengono i rappresentanti sindacali di Ugl, Claudio Marchesini, e di Uilcom, Giuseppe Tumminia.

Per Claudio Marchesini (UGL):

“L’azienda ci ha fatto inseguire una sede per per 4 anni  e quando abbiamo trovato delle soluzioni ci hanno detto che il problema non era più la sede ma la commessa. Abbiamo rifiutato tutte le proposte che hanno fatto e ci hanno detto che ne faranno altre. La cosa assolutamente vergognosa è il silenzio assordante del Presidente Crocetta, che non ci ha ricevuto nemmeno una volta. UGL chiede a gran voce l’unica cosa utile: un tavolo con le istituzioni e i committenti per fare un piano industriale serio.”

D’altro lato Giuseppe Tumminia, segretario regionale Uilcom, che aveva già anticipato nei giorni scorsi, come l’azienda abbia chiesto degli interventi inaccettabili, spiega:

“Almaviva chiede il riutilizzo dei contratti di solidarietà pari al 50 per cento. Una misura eccessiva, secondo questo sindacato, e non in linea con il fatturato dell’Azienda. Ancora, i vertici sollecitano un incremento della flessibilità sull’organizzazione del lavoro, senza però considerare che i lavoratori sono già molto “flessibili” e con un salario basso. E per concludere, Almaviva intende introdurre strumenti utili al monitoraggio della produttività e della qualità su base individuale. Su questo punto – precisa Tumminia – andrebbero introdotte le giuste garanzie nel rispetto delle leggi vigenti ma soprattutto la formazione dei dipendenti con una integrazione economica”.

Durante il vertice è stato affrontato anche il problema dei lavoratori di Palermo.

“L’Azienda ha proposto la chiusura di una delle due sedi senza, però, dare prospettive ai dipendenti. E’ questo – conclude il leader della Uilcom – il punto più critico e per noi inaccettabile. Con queste premesse non ci sono le condizioni per andare avanti. La trattativa non è maturata”.

Il prossimo incontro è adesso previsto per fine mese, intanto gli operatori Almaviva continueranno comunque la loro azione di protesta avverso una società che non li tutela contro tagli arbitrari, effettuati a scapito dei dipendenti.

 

KKKKK
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