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DAI BOX A SPOTIFY: ARRIVANO I WEAPES

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[dropcap size=big]C[/dropcap]hi ama certe sonorità, in particolar modo frutto della commistione di generi diversi, non potrà fare a meno di amare Sexy Zilla Killa, album d’esordio dei palermitanissimi Weapes. La giovane promessa della musica siciliana taglia il traguardo del primo album dopo un girotondo di concerti sparsi per tutto il capoluogo.

E già dal primo pezzo in scaletta è subito evidente che non si tratta del solito gruppetto di amici che ha pensato “proviamoci e vediamo come va”. Perché dietro ogni canzone c’è ben altra sperimentazione.  Dimenticate (come spesso accade) gli sterili tentativi di chi sale sul carro delle band emergenti alla ricerca dei suoi dieci minuti di celebrità. I Weapes risultano indubbiamente mossi da una genuina passione, la quale, dopo essere stata studiata e ri-studiata in sala di registrazione, ha portato ad una visione che ha definito un suono particolare e, soprattutto, un’identità: una voce che cattura (Leandro), una chitarra che incanta (Eugenio), un basso che coinvolge (Roberto) ed una batteria che fa romanticamente da cornice a tutto (Fabio).

Di conseguenza, ascoltando l’album, si assiste ad un botta e risposta fra generi, come nel miglior dibattito politico italiano. La differenza è che in Sexy Zilla Killa gli opposti trovano un adrenalinico equilibrio ed una indescrivibile attrazione.

Funk, punk, acid rock, brit pop si ossificano e si riducono ad una componente unica. Durante l’ascolto si ha la sensazione di entrare e uscire dalla forma canzone come si passasse da una porta girevole.

E chi dava retta al vecchio detto che descriveva il rock’n’roll come un affare per ragazzi pruriginosi è pregato di prestare ascolto a questo album d’esordio.

Magari riuscirà a posticipare il letargo autunnale proprio grazie a queste quattro scimmie.

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KKKKK
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