Economia e Lavoro

Novità sull’esenzione Irap quinquennale per le imprese giovanili e femminili

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Nel maggio del 2011, nell’ambito del federalismo fiscale, gli onorevoli Pogliese,Vinciullo, Falcone, Buzzanca e Caputo presentano alla commissione bilancio una proposta di legge volta ad introdurre nel sistema regionale un programma di incentivi allo sviluppo delle imprese che facesse perno sulle riduzioni fiscali per i giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni.

Nel luglio dello stesso anno dopo l’approvazione dell’Assemblea siciliana il testo di legge viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della regione Sicilia, a firma dell’ex presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo e dagli allora assessori Venturi e Armao rispettivamente attività produttive ed economia.

Tale legge, modificando il contenuto della l.r. 22/12/2005, n. 19 in materia di servizio regionale di riscossione, prevedeva  importanti sgravi fiscali per giovani imprenditori e per le donne che avessero iniziato un’attività d’impresa nel corso del 2011 o nel 2012 e che avessero sede legale, amministrativa ed operativa nel territorio della Regione Sicilia. L’esenzione riguardava il versamento dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, nei limiti che spettano alla regione siciliana ed esclusivamente per cinque periodi d’imposta successivi.

Nelle note all’articolo 1 la norma prevede, per la sua concreta attuazione, che in conformità ai principi generali in tema di federalismo fiscale si provveda all’emanazione di un decreto da parte del consiglio dei ministri che indichi il periodo d’imposta a decorrere dal quale si possa da attuazione alla previsione legislativa.

Purtroppo tutti i buoni propositi contenuti nella L.R. 11/2011 non sono altro che parole scritte su un pezzo di carta, visto che a distanza di oltre tre anni e di tanti proclami politici la norma rimane inapplicata a causa dell’assenza del DPCM richiesto.

Con l’elezione del governo Crocetta, nel 2012, le forze politiche dell’Assemblea siciliana iniziano a fare pressione affinché si solleciti l’ufficio di presidenza del consiglio dei ministri all’adozione di quanto necessario, ma dopo un ulteriore anno i risultati sono nuovamente negativi.

É così che nel settembre 2013 l’on. Salvo Pogliese, vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana, ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Regione e all’Assessore regionale dell’Economia in cui chiede chiarimenti sullo stato di attuazione della sopra citata legge regionale sottolineando come questa legge sia molto importante nel particolare momento di difficoltà economica che sta vivendo la nostra terra con una crisi occupazionale senza precedenti che vede il tasso di disoccupazione al 21,6% e il tasso di disoccupazione giovanile vicino al 50%.

Contestualmente alle pressioni politiche sul web viene lanciata dal sito change.org una petizione indirizzata alla presidenza del consiglio con il fine di sensibilizzare tutte le forze politiche affinché si impegnino a far si che venga approvato il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Dopo un ulteriore anno e mezzo di silenzio a farsi avanti sono i deputati del movimento cinque stelle che, stanchi del silenzio del governo regionale tanto di quello nazionale su una questione così importante per lo sviluppo delle attività produttive in Sicilia, con un interpellanza parlamentare presentata il 03/02/2015, chiedono al presidente della regione che venga avviato un piano di modifica della legge regionale per parte in cui si rinvia al DPCM, prevedendo in sostituzione l’emanazione di un decreto da parte dell’assessore regionale alle Attività produttive nel quale vengano indicati modalità e termini per l’esenzione Irap.

Una volta tanto che la nostra regione partorisce una buona legge – afferma il deputato M5s Matteo Mangiacavallo, primo firmatario di un ddl e di una interpellanza che intendono sbloccare lo status quo – ci pensa direttamente il governo nazionale a mortificare le nostre attività produttive”. “Attraverso l’interpellanza – continua Mangiacavallo – chiediamo a Crocetta di assumere tutte le iniziative affinché il governo nazionale emani il tanto atteso decreto”.

 

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