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Ancora una volta Acciaierie d’Italia convoca le Organizzazioni Sindacali per comunicare i tagli alla produzione

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Alla presenza dei massimi vertici aziendali, tra i quali il Responsabile delle Risorse Umane Dott. Arturo Ferrucci ed il Direttore dello Stabilimento di Taranto, Ing. Vincenzo Dimastromatteo, questa mattina Acciaierie d’Italia

ha comunicato che, a partire dalla prossima settimana, sarà predisposta la fermata dell’Altofono nr. 2 per attività di manutenzione principalmente sul bruciatore di un Cowper, alla manutenzione dei lavatoi per la depurazione dei gas, al ripristino di una turbina, oltre altre attività al contorno e che tale durata si protrarrà fino alla fine del mese di agosto p.v. con inevitabili ripercussioni sulla produzione e la marcia degli impianti a valle.

La suddetta fermata, considerata “necessaria ed improcrastinabile”, si è ritenuto farla coincidere con le fermate estive e la concomitanza della chiusura delle linee verticalizzate, oltre che con la grave crisi legata agli alti costi energetici.

Inevitabili le conseguenze che ne scaturiscono tra cui la fermata dell’Acciaieria nr. 1, di quasi tutta l’Area a Freddo (LAF), ivi compreso il Decatreno, che già a partire dalla prossima settimana smetterà di marciare, e della Zincatura 2 che si arresterà partire dal 25 luglio p.v.

Ancora, il Treno Nastri 2, già da oltre un mese a marcia ridotta con produzioni ai minimi storici, continuerà la marcia per periodi più o meno lunghi cercando di accorpare quel minimo di produzione che deriva dal colaggio con soli 2 altoforni; il Tubificio ERW sarà fermo per tre settimane per ripartire l’ultima settimana di agosto, nella speranza di poter acquisire degli ordini, mentre il Treno Lamiere si cercherà di tenerlo in marcia per un tempo non definito.

In questi due mesi che ci attendono ADI ricorrerà alla CIGS per 2500 lavoratori, numero massimo richiesto in sede ministeriale, con circa + 500 lavoratori rispetto alla situazione attuale.

Quindi, alla luce di quanto enunciato questa mattina, risulta evidente che tutti i proclami fatti nelle sedi ministeriale circa la ripresa della produzione ed il raggiungimento dei 5,7 milioni di tonnellate, cozzano con quella che è la realtà.

L’azienda ha affermato di voler predisporre tutti gli impianti affinché, a partire dal 1° settembre p.v., essi siano “esercibili”, in attesa che entrino gli ordini, come se si possa ipotizzare di voler e poter gestire l’azienda come una “bottega al dettaglio”.

La UGLM, rappresentata da Alessandro Dipino, ha chiesto espressamente di conoscere quantomeno il quantitativo degli ordini che dovrebbero entrare entro il mese di settembre p.v., nonché il Piano d’Investimenti ed il Piano di Interventi Manutentivi che al contempo saranno attuati per rendere “efficienti” gli impianti stessi e poter sperare nella ripartenza dello stabilimento, pur consapevole che l’obiettivo di 5,7 milioni di tonnellate di acciaio siano solamente una chimera, considerata la evidente ed innegabile mancanza di approvvigionamenti, sia per quanto concerne le materie prime sia per quanto attiene alla ricambistica.

Com. Stam.UGL

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