Calcio

Barzagli: “Oriundi? Ci sono sempre stati nelle Nazionali”

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Dopo essere stato fuori dal campo per circa otto mesi, Andrea Barzagli è tornato in campo con la Juventus prima nella trasferta di Palermo e successivamente in quella di Dortmund in Champions. Un calvario che finalmente si è risolto nel migliore dei modi. Barzagli che intanto dice la sua sul tema relativo agli oriundi in Nazionale: “Non vedo perché debba essere fatta polemica sulla convocazione dei giocatori oriundi: se sono bravi, se possono darci una mano, sono i benvenuti in Nazionale”. Lo ha detto Andrea Barzagli, uno dei due campioni del Mondo 2006 attualmente in ritiro a Coverciano (l’altro è Gigi Buffon), commentando la discussione provocata dalla chiamata di Eder e Vazquez da parte di Antonio Conte.
I giocatori oriundi nelle Nazionali ci sono sempre stati, ci sono delle regole – ha ricordato il difensore azzurro e della Juve -. Se uno è convocabile e sta facendo bene con il proprio club credo che possa indossare senza problemi la maglia della Nazionale”.  “La Cassazione ha deciso di prescrivere i reati legati a Calciopoli? Un’idea me la sono fatta ma preferisco non sbilanciarmi né commentare”. Andrea Barzagli dribbla così uno degli argomenti del giorno, riguardante una vicenda che ha comunque squassato il calcio italiano in passato e coinvolto fra gli altri proprio il club dove da tempo milita il difensore.
La Juve di quei tempi non è però quella dove gioco io, e anche la dirigenza è un’altra – ha aggiunto Barzagli – anche per questo non mi va molto di commentare”.  “Dispiace sentire dire che questo è un campionato falsato, ma di più non voglio aggiungere anche perché non riguarda il mio club. In ogni caso mi pare tutto un po’ esagerato”. Così si è espresso il difensore della Juventus sulle polemiche, arbitrali e non solo di questi ultimi giorni. “Per quanto riguarda la Juve, da quattro anni stiamo dimostrando grande costanza e grande mentalità, per questo siamo lassù – ha continuato il difensore della Nazionale e della squadra bianconera – dispiace che la Roma abbia avuto delle difficoltà pensando alla battaglia che per un po’ c’è stata tra noi e loro, ma la Juve ha fatto il suo. L’addio di Conte poteva essere uno shock, ma la società è stata brava in 24 ore a trovare un nuovo allenatore che ha portato nuove idee ed ha spinto il gruppo a responsabilizzarsi ancora di più. La Champions? L’anno scorso abbiamo fatto una brutta competizione, ora c’è un’altra spinta e con il cambio di allenatore un’euforia diversa. Proveremo a sorprendere – ha concluso Barzagli – visto dove siamo è giusto credere e guardare alla finale di Berlino pur sapendo che ci sono club più forti e conterà anche la fortuna”. “Ho vissuto un periodo molto difficile, pieno di alti e bassi e anche di brutti pensieri, pensavo addirittura di non poter più giocare per il dolore che avevo, per fortuna adesso sono qui e sono felice di esserci”. Barzagli racconta, poi, il suo calvario, tanti mesi lontano dal calcio, addirittura dalla Nazionale mancava dal Mondiale brasiliano, quasi un anno fa. “In certi momenti mi sono sentito come un corpo estraneo dalla squadra, mi mancava tutto, dal ritiro a mangiare con i compagni – ha proseguito il difensore – c’è di peggio nella vita, comunque è stata dura, soprattutto quando dopo l’intervento al piede è emerso che avevo una frattura da stress”. Comunque il giocatore toscano ha vinto la sua battaglia ed è tornato, nella Juve e in Azzurro: “L’obiettivo è arrivare agli Europei poi penso che chiuderò con la Nazionale, avrò 35 anni, non ho quel qualcosa in più che hanno Buffon e Pirlo, e poi l’Italia dovrà ringiovanirsi e confido in talenti come Rugani, Romagnoli ed altri”.

 

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