Musica

Caterina Cantoni – Rosa di Maggio al violoncello

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Caterina Cantoni ama la musica in ogni sfaccettatura. Sin da piccola – come quando scocca un colpo di fulmine – è stato amore a prima vista. Le sue sono parole che risuonano di gratitudine e leggiadria per lo strumento che ha scelto di suonare: il violoncello. La bellezza che Caterina esprime suonando e insegnando musica si riflette e colora però anche tutta la sua vita.

– Da dove nasce il tuo amore per la musica? Com’è stata questa scoperta?

Il mio amore per la musica nasce dalla passione della mamma. Ci faceva ascoltare sin da piccole i suoi 33 giri di musica classica e mentre scoprivo questo mondo meraviglioso sognavo di diventare una ballerina. Esatto… sognavo la danza. Solo in quinta elementare, vedendo il saggio di classe di un gruppo di chitarre, mi sono illuminata e decisa ad iscrivermi ad un corso di musica. Quando poi la maestra ci ha accompagnato a provare gli strumenti (al civico liceo musicale di Varese) solo allora col Violoncello è stato amore a prima vista

– Descrivi il tuo ultimo lavoro.

Ultimamente lavoro molto con il trio Le Rose di maggio, un trio di amiche varesine (violino, viola e violoncello) con cui faccio musica e mi diverto tantissimo. Chiara, Maria Chiara e Caterina.
A dicembre abbiamo suonato a matrimoni, eventi, cene aziendali e concerti natalizi molto frizzanti (passando dalla musica classica alle colonne sonore e al pop). Quello che ci accomuna è la gioia di quello che facciamo e l’amore per la vita.

– La cittá dove vivi è per te fonte d’ispirazione? Oppure dove vorresti vivere?Varese è sempre stata fonte di ispirazione e di lavoro per me. Amo questa città pur viaggiando tantissimo e trovo abbia un qualcosa di confortevole e rilassante da offrire. C’è sempre spazio per attività e progetti nuovi. Il lago e il Sacro Monte mi caricano di un’energia pazzesca. Sempre a Varese insegno nella scuola che ho frequentato da ragazza, il liceo musicale statale Manzoni. Sono docente di violoncello, musica da camera e orchestra. Suono inoltre come primo violoncello nell’ Orchestra ARS CANTUS (della provincia di Varese) ed ecco spiegato perché il mio legame con Varese è sempre più forte. Ho il cuore e il mio lavoro insieme.
– Il tuo ricordo, personale o professionale, più emozionante.
Il ricordo professionale più forte è stato un Guglielmo Tell eseguito al Musikverein, nella sala d’oro di capodanno, per intenderci, a Vienna! Emozione , batticuore e gioia indescrivibile. Adrenalina pura. – Alejandro Jodorowski afferma: <<Il tempo asciuga il superfluo e conserva  l’essenziale. Che ne pensi?>>.
La frase di Alejandro Jodorowski penso sia proprio così .. Condivido.Ti rendi conto di ciò che importa “davvero” e di ciò che vuoi per te e gli altri con il tempo… Donandoti tempo…Vivendo. Tutto cambia in continuazione… la nostra consapevolezza, I nostri orizzonti continuano a modificarsi e me ne rendo conto giorno dopo giorno. La musica suonata anni fa oggi ha tutto un altro significato. Ovvero. Siamo noi che cambiano in continuazione e abbiamo altri mezzi per interpretarla e sentirla ..con occhi e orecchie nuovi.
– Come vedi il tuo futuro? Obiettivi personali e professionali.

Il mio futuro lo vedo sempre legato alla musica e ai viaggi. Amo troppo imparare, scoprire. Crescere ed evolvermi attraverso ciò che amo fare…ho imparato che è bello condividere con gli altri! È per questo che cerco di coinvolgere me stessa e gli amici sempre più nel regalare tempo ed emozioni a chi non ne ha. Nel mio piccolo, ad esempio, avendo mia sorella Lucia residente alla Sacra famiglia di Cesano Boscone (struttura per disabili ) mi piacerebbe concretamente creare sempre più occasioni per donare musica nei reparti.

di Roberto Dall’Acqua

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