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Fonici e Trascrittori Forensi: sit-in a Roma. Il S.I.Lav. Sindacato Italiano Lavoratori rivendica il riconoscimento della Categoria

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Un siti in organizzato dal SILav si è svolto questa mattina a Roma in Piazza Benedetto Cairoli (nei pressi del Ministero della Giustizia), per rivendicare con forza la necessità del riconoscimento della Categoria e quindi includere all’interno del prossimo bando di gara, un contratto di categoria volto a garantire stabilità occupazionale e tutela dei diritti dei lavoratori.

La professione di Fonico e Trascrittore Forense nasce con l’introduzione della prova testimoniale all’interno del procedimento penale, tramite l’assunzione del metodo orale e con le norme di attuazione emanate nel Decreto Legislativo 28 luglio 1989 n. 271, da qui la necessità di avvalersi di queste nuove professionalità per agevolare i tempi processuali.

Inizialmente, spettava al Giudice, nell’esercizio della propria funzione, avvalersi della collaborazione di fonici – per la registrazione – e verbalizzatori, attraverso la nomina di periti idonei ad espletare tale attività.

“I professionisti nominati, iniziano un percorso che porterà a dare forma e continuità ad una professione che, purtroppo, ad oggi non è ancora di fatto definita come categoria”, dichiara il Segretario Generale Gaetano Giordano.

“Negli anni, i singoli professionisti hanno dato vita a Ditte Individuali, Società Cooperative, Consorzi o Associazioni Temporanee di Impresa, che – continua – attraverso l’aggiudicazione a specifici bandi di gara nazionali del Ministero della Giustizia, hanno garantito e tutt’ora garantiscono questo essenziale servizio presso tutti i Tribunali italiani. Considerato il fatto che è stata concessa l’ultima proroga da parte del Ministero della Giustizia alle consorziate C.I.C.L.A.T. per l’espletamento di questo particolare e delicato servizio, c’è molta preoccupazione tra i lavoratori (Fonici, Trascrittori, Stenotipisti e Operatori data entry), che di fatto, non hanno alcuna certezza sul proprio futuro lavorativo. Ad oggi – prosegue Giordano – questi circa 1500 lavoratori sono inquadrati prevalentemente al 2° e 3° livello del CCNL Multiservizi, un contratto questo che, di fatto,  non contempla le competenze richieste per lo svolgimento delle complesse e delicate attività oggetto di appalto che  prevedono alti livelli di professionalità, esperienza ed un percorso formativo adeguato (con almeno il diploma di scuola secondaria superiore)”.

Com. Stam.

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