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 “I Segreti dell’Anima” dipingono il sogno di un mondo migliore

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Scavano nei “Segreti dell’Anima” i versi di Lina Felicetti, che compongono l’opera edita da Aletti, nella collana “I Diamanti della Poesia”.

Un’anima sensibile di educatrice, illuminata dalla forte fede cristiana verso una vita fatta di principi etici e morali, protesa al bene comune. L’autrice, insegnante di Scuola Primaria in pensione, è nata e vive a Rossano (in provincia di Cosenza), nota come “Città del Codex”. E proprio la sua terra, adagiata su di una collina che si affaccia sul mare dell’Alto Jonio cosentino e che vanta un glorioso passato d’arte e cultura, è tra le muse ispiratrici delle liriche che compongono l’opera “I Segreti dell’Anima”. A sottolineare questo legame, nella Prefazione, anche Alessandro Quasimodo, critico letterario e regista teatrale. «Rossano profuma di tiglio, zagara, rosa su di uno sfondo dal cielo turchino. Scopriamo differenti tonalità cromatiche: il verde, l’azzurro, il rosso, in un quadro en plein air». Ma accompagnano questa delicata vena di empatia e romanticismo, anche l’attenzione verso il Creato e gli affetti più cari, in particolare l’amore senza confini verso l’unico uomo della sua vita, suo marito, e verso i suoi due figli e i tre nipoti, che definisce la vera ricchezza.

«Ho voluto svelare i miei sentimenti – spiega la poetessa – che tenevo timidamente nascosti nella mia anima sensibile, empatica, sincera e solidale per donarli alle nuove generazioni, affinché servano loro da esempio per contrastare gli effetti negativi del consumismo e del pragmatismo, spingendoli a ritrovare sé stessi in un mondo che li ha disumanizzati, facendoli vivere in un disagio che, spesso, li spinge a commettere crimini». In questo, la poesia gioca un ruolo decisivo, alla scoperta della bellezza del mondo «provocando un susseguirsi di forti emozioni, che saziano la voglia di vivere e di apprezzare la pace che si prova guardando il Creato con gli occhi dell’anima, e facendo raggiungere quella felicità che non teme paragoni con il fatuo benessere materiale». Lina Felicetti, dopo aver dedicato una vita al suo ruolo educativo con amore e dedizione, coltiva la sua passione per la scrittura irrorando le proprie conoscenze con la lettura di autori classici, moderni e contemporanei e mettendo nero su bianco oltre centocinquanta liriche.

«Il testo – scrive, ancora Alessandro Quasimodo, figlio del celebre Premio Nobel, Salvatore Quasimodo – tratto dalla raccolta di Lina Felicetti, introduce un clima idilliaco, come si coglie dalle espressioni così calmo, così pacata, sembra d’argento. L’onda quasi muta contribuisce a infondere tranquillità. Il ritmo stesso dei versi con l’iterazione di: così, è, e, suggerisce uno stato d’animo atemporale, grazie ad un andamento calmo, privo di concitazione. Nella seconda parte della lirica, invece, compare una realtà di dolore, conflitti e prevaricazioni». L’opera racchiude in sé la genesi dell’amore, la bellezza dei valori autentici contro gli effimeri e cinici materialismi della società attuale. Si rivolge “All’uomo d’oggi”, che a volte si sente smarrito e intrappolato, affinché si ribelli e ritorni alla coscienza, imboccando la strada della solidarietà e dell’amore. E, poi, quell’accorata poesia “Risorgi, donna!”. “Donna, tu non sei nata per essere sfruttata, picchiata, violentata, costretta a vendere il tuo corpo, o a diventar sposa bambina e della tua libertà privata, né per essere uccisa da dissennato amore, come ogni dì s’apprende! Per amare ed essere amata il buon Dio t’ha fatta! Risorgi, donna! Ritorna alla tua essenza!”.  Versi sciolti che non seguono schemi prestabiliti, ma un ritmo ottenuto, talvolta, con l’uso di figure retoriche, con rime, assonanze e con descrizioni che sembrano fotografare la realtà. Parole che fotografano un mondo colorato e ricco di profumi. Un mondo migliore dipinto dalla bellezza dei sentimenti impressi su un foglio. «Voglio trasmettere la gioia che proviene dalla pace interiore, guidati dai valori etici morali e religiosi, negati dal declino della società di oggi, materialista, nella quale il fine giustifica i mezzi».

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