Musica

Intervista a “Ottavio Zani”

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Ciao Ottavio e gra­zie per es­se­re qui con noi. Ci racconti cosa ha fatto scoccare la scintilla tra te e la musica?

In realtà non lo so… È come se l’avessi sempre fatta. Ad un tratto imparare a suonare la chitarra quando ero molto piccolo ed appena riuscita a comprendere come si faceva il “giro di do” composi il mio primo brano dal titolo “cavalca il serpente”: una specie di rock embrionale dalle sonorità (mooooolto) vagamente simili ai Litfiba.

“Ridere” è un brano che ti tocca personalmente?

Sì, perché io mi ritengo una persona molto solare e tremendamente ottimista. Mi piace pensare che ridere sia la cura a tanti mali… È una medicina che non costa niente e fa bene all’anima.

Quali sono gli elementi essenziali che caratterizzano il tuo progetto musicale?

Mi piace sperimentare suoni tradizionali con sfumature digitali. Da sempre però imposto il mio lavoro basandomi principalmente sul testo, motore centrale di ogni canzone.

Come riesci a conciliare la tua attività musicale con i viaggi, i libri..?

Ogni tanto, guardandomi allo specchio, dico a me stesso che ci vorrebbero tre vite per fare tutto quello che vorrei fare.. avendone una sola però cerco di viverla al massimo, spingendo il pedale dell’acceleratore verso una meta nel quale risiede la felicità.

Com. Stam./foto

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