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Milano sul podio tra le città con l’inquinamento dell’aria più alto. O no?

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Milano si è classificata come la terza città più inquinata al mondo nella giornata di domenica, con un punteggio di 193. Questo la collocava dietro solamente a Dacca, in Bangladesh, Lahore, in Pakistan.

I dati diffusi dalla società svizzera IQAir, che indicano Milano tra le metropoli più inquinate al mondo, “sono davvero allarmanti e obbligano a una riflessone su ciò che non si è fatto in passato e su ciò che andrebbe fatto ora, con la massima urgenza” afferma il Wwf Italia in una nota indicando la necessità di “avviare finalmente una seria transizione ecologica ed energetica”. Nonostante tutto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala non si trova d’accordo con la classifica che colloca Milano tra le città con la peggiore qualità dell’aria al mondo. “Le criticità principali di questo tipo di classifica riguardano la fonte dei dati e la loro raccolta. Le informazioni provengono da diversi metodi di misurazione, alcuni dei quali meno affidabili rispetto ad altri. Ad esempio, le centraline di Arpa gestite da noi sono più attendibili rispetto ad altre misure indicative meno costose e che non devono rispettare gli stessi criteri di validazione e garanzia di qualità.

Questa eterogeneità di metodologie può influenzare l’affidabilità complessiva dei dati” – spiega Guido Lanzani, responsabile della Qualità dell’aria dell’Arpa della Lombardia – “Al momento, ci troviamo in una situazione critica in cui i livelli di PM10 superano di più del doppio gli standard di qualità dell’aria stabiliti. Il limite giornaliero è fissato a 50, ma abbiamo misurato il livello di 136 domenica. Segnando in generale un aumento continuo dei giorni di superamento. Purtroppo, questa è diventata una situazione tipica in questo periodo, in cui le condizioni meteorologiche e la presenza di varie fonti contaminanti contribuiscono a un accumulo di inquinanti atmosferici”.

Sono scattate da martedì 20 febbraio, quindi, le misure anti smog a Milano e in diverse province della Lombardia. L’inquinamento, che negli ultimi quattro giorni ha raggiunto e superato le soglie limite indicate dall’Oms (per la concentrazione di Pm10 nell’aria), è così tornato al centro dell’attenzione. I divieti riguarderanno la circolazione delle auto. “Nei comuni con più di 30.000 abitanti delle province coinvolte è prevista la limitazione alla circolazione tutti i giorni nella fascia 7.30-19.30 per tutti i veicoli Euro 0 e 1 di qualsiasi alimentazione e per i veicoli Euro 2, 3 e 4 a gasolio. Rispetto a quelle previste dalle misure permanenti, le limitazioni si applicano anche nelle giornate di sabato e di domenica e coinvolgono anche i veicoli euro 4 diesel commerciali anche se con Fap e gli Euro 0 e 1 a Gpl e metano”. ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione : “Gli autoveicoli che hanno aderito a MoVe-In sono soggetti a limitazioni temporanee della circolazione come gli altri veicoli inquinanti, fino alla disattivazione delle stesse”. Rispetto ai soliti divieti previsti da Area B a Milano, le sostanziali differenze sono che le limitazioni restano in vigore anche nel weekend e che escludono le macchine con Move-In dalle deroghe. Le limitazioni entreranno in vigore a Milano, Monza, Como, Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona, Lodi e Pavia. Le stesse misure erano entrate in vigore lo scorso 30 gennaio in sei province. Le misure di primo livello prevedono anche che il riscaldamento non superi i 19 gradi e il divieto in agricoltura di spandere liquami, digestati, fanghi di depurazione, fertilizzanti salvo iniezione e interramento immediato.

di Paola Bonacina

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