Breve

Riccardo Nuti parte da un inchiesta del L’Ora sullo chef Natale Giunta


Il deputato nazionale del M5S Riccardo Nuti, coordinatore del movimento a Palermo, ha ripreso una nostra inchiesta realizzata qualche settimana fa. L’onorevole Nuti, venuto a conoscenza della situazione paradossale che vede protagonista lo chef Natale Giunta, Giovanni Avanti e il cognato di Francesco Cascio, non si è risparmiato, diffondendo la news sui social e sul sito del M5S. Al centro della vicenda un bene confiscato alla mafia: l’ex Supercinema sito in via Cavour, affidato a Giunta nell’ottobre 2014. La società affidataria del bene è la Demetra con amministratore unico Giovanni Avanti, ex presidente della provincia condannato per bancarotta fraudolenta. Tra i soci figurava anche il cognato di Francesco Cascio ex presidente dell’Ars e attuale deputato regionale. Come mai si parlò solo di affidamento allo chef Giunta, dato che la società appartiene anche ad Avanti? Era forse mediaticamente più appetibile parlare di affidamento a Giunta che di affidamento condiviso con un politico sul cui capo pendeva un procedimento per bancarotta. La notizia risale al 2 ottobre 2014: lo chef antimafia Natale Giunta vince il bando per l’affitto dei locali dell’ex Supercinema in via Cavour. L’immobile che era chiuso da ben tre anni era stato sequestrato alla mafia e affidato al Tribunale di Palermo. Giunta aveva presentato un progetto imprenditoriale che ha riunito ristoranti e negozi specializzati. Una realtà importante per la nostra città, un riscatto per un bene che sequestrato alla mafia, viene affidato ad uno chef che ha lottato la mafia subendo diverse intimidazioni. Peccato che la vicenda non finisce qui. La società che gestisce tutta la baracca oltre ad essere posseduta da Natale Giunta, ha un amministratore unico molto “particolare” che ne è proprietario al 50%. Si tratta di Avanti. Avete capito bene, un bene confiscato alla mafia viene gestito da un tizio che è stato condannato per bancarotta fraudolenta. Le sorprese non sono finite, sapete chi era il terzo socio? Fabio Rubino, cognato di Francesco Cascio, attuale deputato regionale ed ex presidente dell’Ars. Rubino in data 28/08/14 ha però ceduto le sua quota societaria. L’unica risposta di Giunta, attraverso il suo legale, è stata che lo chef non poteva sapere che Avanti venisse condannato in quanto il bene era stato affidato a ottobre, mentre Avanti fu condannato a dicembre.

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