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Sole Luna Doc Film Festival 18 | il successo della serata inaugurale con il regista iraniano Makhmalbaf e i film di questa sera

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Applausi e posti tutti esauriti ieri alla serata inaugurale di Sole Luna doc Film Festival con la prima assoluta di Talking with rivers del regista iranian Mohsen Makhmalbaf.

“Negli ultimi 40 anni ho diretto e prodotto dieci film e documentari sull’Afghanistan – ha detto Makhmalbaf -. In tutti questi anni ho avuto la sensazione che il mondo non si sia reso conto delle sofferenze del popolo afghano. Questo film è un tentativo di spiegare le complessità della situazione in un linguaggio semplice e comprensibile, attraverso le produzioni realizzate negli anni da me e dalla mia famiglia sui vari aspetti di questa complessità”. Subito dopo la proiezione il regista ha risposto alle domande del pubblico insieme al curatore della rassegna su Iran e Afghanistan, Italo Spinelli.  

Il programma del 4 luglio 

  

Da Odessa prima delle bombe al fenomeno migratorio attraverso naufragi e storie di riscatto per una riscrittura delle regole di asilo e migrazione in Europa. E poi in Brasile tra le donne indigene in lotta per proteggere l’ambiente da deforestazione e agribusiness e nella terza sala per “Creare Legami” con i corti vincitori della prima edizione di “Menti in Corto” e i film di Sicilia Doc, la rassegna fuori concorso in collaborazione con CSC e la sua direttrice artistica Costanza Quatriglio.

La seconda giornata del Sole Luna Doc film Festival 18. entra in quelli che sono i temi più forti di questa edizione: guerra, migrazione, ambiente. Questioni proposte in maniera forte dai film in concorso. Il Mediterraneo apre la programmazione di martedì 4 luglio con Serigne di Rodrigo Hernandez Tejero, Edu Marin, Adriana Cardoso Navarro (Spagna 2022, 27′) che racconta la storia del senegalese Serigne Mbayé Diouf arrivato su un gommone in Spagna ed oggi uomo politico pronto a confrontarsi con l’Unione Europea a difesa del diritto di migrare (Chiostro Sant’Anna, ore 21:00); ma anche con il corto di animazione Claw Machine di Georges Salameh (Grecia 2022, 14′) che rappresenta in maniera onirica la  ferita lancinante della migrazione (Cortile Bonet, ore 21:00).

Alle 21:30 al Chiostro Sant’Anna lo sguardo si sposta in Ucraina sulla città di Odessa con il Dear Odesa di Kyrylo Naumko (Italia 2022, 52′): temendo di perdere il legame con la città natale, la regista torna ad Odessa per parlare con la madre Olha e l’amico d’infanzia Mykyta.  Alle 22:30 Vento na fronteira di Laura Faerman (Brasile 2022, 82’) conduce gli spettatori alla violenta frontiera brasiliana con il Paraguay alla scoperta della battaglia che le donne indigene portano avanti in favore dell’ambiente e della comunità contro l’agribusiness. Completano la programmazione nelle due sale: Qui non c’è niente di speciale di Davide Crudetti (Italia 2022, 75′) nell’ambito di Sguardi Doc Italia dedicato al cinema del reale italiano; e Formerly youth square di Mina Akbari (Iran 2023, 68′) per la rassegna su Iran e Afghanistan a cura di Italo Spinelli.

La terza sala, nell’aula conferenze della GAM sarà uno spazio di proiezione ma anche di dibattito, confronto, Q&A con gli autori. Si inizia domani alle 18 con la proiezione dei primi due corti selezionati dalla giuria tecnica di “Menti in corto”, un concorso nazionale di cortometraggi ideato dalla CTA “Sentiero per la vita” di Calatafimi Segesta nel 2020, rivolto ad operatori e pazienti nell’ambito delle strutture di salute mentale. Un progetto che lega laboratori di attività cinematografica e ricerca scientifica misurando gli effetti benefici che la realizzazione di un prodotto artistico produce nei pazienti.

In programma, la proiezione dei corti: Il treno dei desideri di Giulia Di Maggio e della CTA La Rinascita di Villarosa, nell’ennese (Italia 2020, 12′); e Gesù in Ferie… Tanto immaginare non costa nulla di Michele Bia e della Coop Questa Città di Gravina di Puglia, in provincia di Bari (Italia 2021, 18′). Segue dibattito con promotori e protagonisti della prima edizione del progetto. Interverranno, tra gli altri: Lorenzo Messina, direttore medico dell’ITS Sentiero per la Vita; la regista de “Il treno dei desideri” Giulia Di Maggio; il direttore del CSC Ivan Scinardo e la regista e drammaturga Lina Prosa, entrambi componenti della giuria tecnica del concorso.   

Alle 21:00 il via a Sicilia DOC con la rassegna fuori concorso realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia e la sua direttrice artistica Costanza Quatriglio, riservata ai lavori di diploma del CSC. In programma i primi tre di sei film: Fino alla fine di Beatrice Perego (2022, 24’); I love you, you love me di Luna Zimmerman e Antonia Stelitano (2023, 20’); Una volta ancora di Giulia Di Maggio (2021, 18’). Una delle novità del festival di quest’anno riguarda proprio Sicilia Doc. Per la prima volta al miglior documentario della sezione Sicilia Doc sarà consegnato il premio Cinematographe.it. Il Premio è promosso dalla testata giornalistica online Cinematographe.it, fondata nel 2014 da Teresa Monaco ed Emiliano Cecere, una rivista giovane nata con l’obiettivo di aiutare il cinema, soprattutto quello esordiente e indipendente, che fa spesso fatica a emergere.

Chiude la programmazione della terza sala alle 22,30 nell’ambito di Sguardi Doc Italia, il film I Làder de erba di Luca Rabotti (Italia 2021, 52′), alla presenza del regista e del produttore, che racconta la vita di alcuni pastori della bergamasca. Il territorio presente e le tradizioni del passato si fondono, in una costante sfida verso il futuro.

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