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Ugl. Ieri a Catania la quarta tappa della conferenza programmatica con il segretario generale Capone, su patto tra lavoro e capitale

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“Se la partecipazione fosse stata realtà molte vertenze non sarebbero esistite” “Se la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa in Italia fosse stata già una realtà, moltissime vertenze occupazionali nel paese, come anche in Sicilia e a Catania, neanche sarebbero esistite.”

L’ha detto ieri il segretario generale della Ugl, Paolo Capone, intervenendo durante la quarta tappa della conferenza programmatica del sindacato, organizzata nella città etnea per i territori di Sicilia e Calabria dopo gli incontri di Torino, Bari e Mestre. Nella sede di Palazzo della Regione i quadri sindacali si sono confrontati su un tema particolarmente caro alla Ugl, come la partecipazione, essendo tra l’altro richiamato sia nello statuto della vecchia Cisnal (del 1950) e riportato poi dal 1995 anche dalla nuova sigla come ha ricordato il vice segretario generale Luca Malcotti. Nel suo intervento, Malcotti, ha sintetizzato i 74 anni in cui, dall’approvazione del testo dell’articolo 46 della Costituzione ad oggi, la stessa partecipazione non è stata mai attuata. Neanche adesso che è stata affidata dal Parlamento ad una legge delega. “E’ paradossale che una norma, dopo vari tentativi di proposta parlamentare, venga ora sottratta dal principio partecipativo e delegata ad un organo come il Governo che non si sa se mai la approverà.” “Il tutto – ha aggiunto la segretaria confederale Ornella Petillo, del gruppo di lavoro costituito in Ugl per la conferenza programmatica propedeutica alla stagione dei congressi – mentre in altri paesi europei, come ad esempio la Germania, la partecipazione alla gestione ed agli utili è realtà già da decenni prendendo spunto dalla proposta italiana.” Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario territoriale della Ugl catanese, Giovanni Musumeci, che ritiene ancora di strettissima attualità l’antico tema della partecipazione, sebbene siano ormai passati tantissimi anni da quando i padri costituenti lo vollero nella Carta costituzionale. Musumeci ha poi voluto sottolineare il ponte ideale creato tra Sicilia e Calabria, grazie a questo momento di dialogo sindacale, auspicando invece una vera svolta nella creazione di un vero pinte di collegamento tra due territori belli e difficili che hanno bisogno di continuità a garanzia dello sviluppo economico ed occupazionale. Introdotti dall’ottimo moderatore Massimo Maria Amorosini, hanno preso la parola anche i segretari regionali di Sicilia e Calabria, Giuseppe Messina e Ornella Cuzzupi, per una relazione sullo stato di salute delle due regioni dal punto di vista dell’economia e del lavoro. “Nelle vertenze di tutti i giorni, soprattutto nel caso delle medie e grandi aziende, abbiamo appurato sul campo come la mancanza di una vera partecipazione dei lavoratori sia anche il motivo delle crisi nelle conduzioni delle imprese stesse – hanno fatto notare Messina e Cuzzupi.” Infine, davanti ad una folta platea ed alla presenza del segretario confederale con delega per il sud Giovanni Condorelli nonchè dei segretari nazionali di Ugl Autoferrotranvieri Fabio Milloch e di Ugl comunicazioni Salvatore Muscarella, il segretario Capone ha rimarcato il punto di vista della Ugl. Sindacato che non ritiene più procrastinabile una seria discussione sull’applicazione dello strumento della partecipazione. “Se vogliamo davvero ritornare all’economia reale e guardare al futuro non possiamo più rinunciare, come Italia, ad un patto tra capitale e lavoro. E’ il nostro auspicio e speriamo che la politica ascolti una volta per tutte questa richiesta che parte dai lavoratori – ha concluso il numero uno della Ugl che ha oltretutto invocato la convocazione urgente di un tavolo nazionale per discutere degli investimenti previsti dal PNRR e delle politiche industriali indispensabili per rilanciare il Mezzogiorno.” Nel corso dell’evento c’è stato anche spazio per la vertenza Pfizer, con la testimonianza dei lavoratori Angelo Mirabella e Carla Greco, che hanno raccontato ciò che sta accadendo nello stabilimento di Catania attraverso il ruolo che ha svolto il sindacato nell’individuazione delle soluzioni per salvare i livelli occupazionali.

Com. Stam./foto

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