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A Partinico morire costa ancora di più

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A Partinico non c’è pace nemmeno dopo la morte. L’amministrazione, con le casse non particolarmente ingenti di denaro, ha scelto di innalzare i costi. In aggiunta anche i disabili, che non avendo un mezzo di trasporto difficilmente riescono ad andare a trovare da soli i propri cari, più che essere agevolati dovranno pagare per raggiungere il cimitero. La decisione è arrivata da una delibera della giunta capeggiata dal sindaco Salvo Lo Biundo, che ha dato vita ad un nuovo quanto costoso piano tariffario. Per quanto riguarda le normali concessioni di loculi si va dalle 600 alle 2.200 euro, in base al piano ed alla fila desiderata. Per la concessione di aree si parte dai 900 euro a metro quadrato per le famiglie e dalle 800 euro per la collettività; per subentro in aggiornamento di cappelle o sepolture privare si va dai circa 200 euro a metro quadrato per le concessioni dal 1975 ed alla quadruplicata somma di 800 euro per le concessioni rilasciate prima del 1900. Infine per le cellette in ossario di oscilla dai 250 ai 500 euro. Ma non finisce qui. Per aumentare gli introiti saranno colpiti anche i disabili. Chi infatti fin ora ha fatto uso del “pass auto” per entrare al cimitero, indispensabile per chi non ha la possibilità di recarsi da solo e che momentaneamente conta 260 utenti, da un servizio erogato gratuitamente adesso dovrà pagare una tassa annuale di 50 euro. Un’operazione, descritta dall’amministrazione, come necessaria per poter dare decoro al camposanto, troppo spesso al centro dell’attenzione per situazioni di degrado e dissesto. “Si è impegnati ad apportare delle migliorie nel cimitero comunale e questo ha comportato copiosi investimenti in manutenzione ed interventi ad alcuni lotti” – appare sulla delibera – “L’intenzione è quella di reinvestire i proventi relativi agli aumenti delle tariffe nella progettazione e costruzione di loculi nell’area nuova del cimitero. Si prevede un canone a titolo di contributo al fine di contribuire alla manutenzione e decoro dei viali del cimitero che ne risultano compromessi dal transito dei veicoli autorizzati”. Una situazione che in Sicilia non tende mai ad invertirsi. Le casse comunali hanno bisogno di soldi ed i cittadini fungono da banche erogatrici per riempirle. E nella quasi totalità dei casi i servizi sono carenti o quasi del tutto nulli. E’ un giro infinito, che partendo dall’aumento della tassa sulla casa, poi su quella dei rifiuti e poi anche su quella sui servizi cimiteriali, vede solo pochi comuni salvarsi dalle intemperie della crisi dalle casse del Comune, che però, paradossalmente, disagiatamente vive solo la cittadinanza.

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