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Vigliacchi senza storia distruggono la targa di Giorgio Almirante

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Chi era Giorgio Almirante il vero politico di destra, dopo di lui il buio, ancora oggi siamo alla ricerca di uomini che rispecchino quelle idee.

Non parliamo di razzismo , non parliamo di divorzi di famiglia. Parliamo di ideali di valori da portare avanti. Parliamo dei giovani oggi smarriti. I politici oggi sembra delle starlette in tv. Lui era :

“La politica del doppiopetto”

Tornato in carica, il leader opera un rinnovamento nell’ideologia del partito, che viene definito come la “politica del doppiopetto”: in sostanza, Almirante sposta il Msi su posizioni di maggiore apertura rispetto al sistema politico italiano, pur non abbandonando le rivendicazioni dell’eredità fascista.

“Il Msi non è totalitario ma ritiene lo stato diverso e superiore al partito, non è nostalgico ma moderno, non è nazionalista ma europeista, non è conservatore-reazionario ma socialmente avanzato”, dichiara.

Nel 1971 il Msi, sulla base di un accordo con la Democrazia Cristiana, diventa determinante per l’elezione a presidente della Repubblica di Giovanni Leone.

Alle elezioni dell’anno successivo il partito raggiunge il suo massimo storico, ottenendo l’8,7 per cento dei voti alla Camera e il 9,2 per cento al Senato.

Nel 1973 il parlamento vota a favore dell’autorizzazione a procedere nei confronti di Almirante per il reato di ricostituzione del partito fascista. Il voto ha forti conseguenze sul piano politico.

Pur essendo favorevole al divorzio, nel 1974 si adegua alla maggioranza del partito e sostiene l’abrogazione della legge sul divorzio nel referendum dello stesso anno.

Gli ultimi anni

Nel 1983 Almirante viene ricevuto per la prima volta in via formale dal presidente del Consiglio incaricato, Bettino Craxi, nell’ambito delle consultazioni per il nuovo governo.

L’anno successivo fa scalpore la sua partecipazione ai funerali a Roma di Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano.

Francesca Proietti Cosimi

Com. Stam.

 

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